sabato 30 aprile 2016

Recensione #123 in anteprima - Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi

Buongiorno lettori e buon sabato. Oggi sono qui per condividere con voi una recensione speciale, quella di un libro che uscirà nelle librerie il 5 maggio e sancirà l'esordio di Francesca Diotallevi nella rosa degli autori della prestigiosa casa editrice Neri Pozza. Il romanzo si intitola Dentro soffia il vento - 180 pagine - che è già stato preceduto da un prequel in ebook - Le Grand Diable - che trovate già disponibile in tutti gli store online. Per chi se la fosse persa ho già pubblicato la recensione qui.

Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.

Ci sono libri per cui prima di parlarne ho bisogno di lunghe riflessioni mentre ce ne sono altri che come una valanga riescono a superare ogni mia barriera e mi si insinuano sotto pelle. Dentro soffia il vento appartiene alla seconda categoria. Ho appena finito di leggerlo, scrivo, ripenso alla storia ed alla sua evoluzione e dei brividi mi percorrono tutto il corpo senza lasciarmi scampo.
È una di quelle storie capaci di farmi provare così tante emozioni che quasi mi sembrano troppe.
Ho chiuso l’ultima pagina con una lacrima che mi rigava la guancia, con un senso di vuoto ma anche di appagamento tale che mi lascia quasi perplessa.
Anche questa volta Francesca ha fatto centro. E non parlo solo di una storia orignale, con un’ambientazione unica e ricercata ma parlo anche di una capacità narrativa che cresce ogni opera sempre di più e che finalmente ora potrà essere apprezzata da un pubblico più ampio grazie ad una visibilità che una casa editrice come Neri Pozza può darle.
L’autrice sa districarsi in modo perfetto ed infallibile in un racconto a tre voci: quelle di Fiamma, Yann e Agape. Le tre voci permettono al lettore di leggere la stessa storia raccontata da tre punti di vista e di viverne le emozioni in modo accentuato. Una storia che parla di fuga: da una vita che non si sente propria, da un amore impossibile, dai fantasmi di un passato troppo doloroso; ma anche una storia che parla di rinascita, di amicizia, di amore, di superstizioni, di umanità, di sofferenza e di cattiveria. Tutto questo in un connubio perfetto.
Quello che mi lascia sempre affascinata una volta conclusi i libri di Francesca è l’estrema capacità di portare il lettore ovunque lei voglia, sia attraverso i luoghi che attraverso il tempo. Lo so, probabilmente ho fatto questa affermazione anche parlando dei libri precedenti ma devo ripetermi. In questo caso il lettore viene catapultato in Val d’Aosta, a Saint Rhemy, subito dopo la fine della prima guerra mondiale. Un conflitto che ha toccato moltissimo quel paesino abbarbicato sulle montagne perchè ha chiamato a se molti dei suoi cittadini più giovani privandoli di un futuro.
È in questo contesto che ci vengono presentati i personaggi. Uno di questi è Don Agape, che ha appena deciso di abbandonare Roma ed il Vaticano per buttarsi tra le montagne impervie delle alpi. Nessuno comprende il suo gesto e, forse, non lo comprende fino in fondo neanche lui; apparentemente un modo per mettersi alla prova, forse un modo per scappare da quella vita scelta più per appagare il volere altrui che per una propria, vera vocazione.
Da subito il paesino di montagna appare per quello che è: un luogo chiuso in cui i suoi abitanti vivono ancora all’ombra delle leggende che per lungo tempo li hanno accompagnati.
Fiamma per tutti è una strega. Lei, abituata da sempre a vivere nei boschi è considerata una creatura del demonio; tutti la temono e la additano anche se nei momenti di difficoltà si rivolgono a lei per farsi curare con gli “intrugli” che crea con le erbe. Ha capelli del colore del fuoco, degli occhi verdi penetranti e una capacità disarmante di sparire al momento opportuno attraverso i boschi; il suo atteggiamento schivo e ribelle verso chi non l'ha mai accettata e verso un Dio a cui non può credere,  non fa altro che accrescere questa diceria. Solo Raphael conosceva veramente Fiamma. Raphael Rosset ora non c’è più, partito verso un fronte da cui non è più tornato. L’unico amico che Fiamma avesse mai avuto, l’unico che conoscesse la sua vera natura. A Fiamma quel ragazzo manca, così come manca a Yann, suo fratello, che non ha mai capito la passione di Raph per quella ragazza tanto odiata da tutti, quella donna che con i suoi occhi sembra ammaliare chi se la trova davanti. 
L'autrice intreccia la storia di questi tre personaggi e la inserisce in modo perfetto in una trama avvincente, capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine; una capacità degna delle grandi scrittrici, quello che Francesca è diventata! 
Una chicca del romanzo è secondo me rapprasentata dal finale che sa tranciare il cuore dei lettori così come le lettere di Raph dal fronte, frutto - come confessatomi dall'autrice - di una lunga e sofferta ricerca tra la corrispondenza dell'epoca.
Moltissime le parti che ho sottolineato, tantissime quelle che mi hanno emozionato... eccone un paio:
"Per questo amavo i libri: rendevano le persone migliori. A volte le salvavano."
"Non lasciare che qualcuno ti dica in cosa credere, ragiona con la tua testa, segui l'istinto. Nessuno dovrà importi chi amare. L'amore non si insegna, è l'unica cosa che posso spiegarti. Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrai capirlo da sola e non sarà facile. L'amore non lo è mai, richiede coraggio e tenacia. Non si scegli, è sempre lui che sceglie te."
Un libro che parla di privazioni ma anche di libertà, un libro che saprà fare breccia nel vostro cuore.
Ora vi lascio, sperando di avervi un pochino incuriositi ed esortandovi ad andare in libreria il 5 maggio a comprare questo libro.


VOTO: 









venerdì 29 aprile 2016

Ti consiglio un libro #20 - Un libro che parli di libertà

Buongiorno lettori, eccoci con un nuovo venerdì cui diamo il buongiorno con una nuova puntata della rubrica Ti consiglio un libro, pubblicata circa due volte al mese e nata dalla collaborazione con Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi consigliamo Un libro che parli di libertà. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla recensione.



IL MIO CONSIGLIO 



Autore: Sue Monk Kidd
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 393
Prezzo:  Cartaceo 20.00 euro - ebook 9.99 euro


Dopo avervelo proposto come libro bonus della Challenge non potevo non cogliere l'occasione di questo tema nel consiglio per proporlo anche qui. Un libro tratto da una storia vera che l'autrice ha saputo romanzare molto bene ricreando il fascino dei luoghi e del tempo. Un romanzo in cui la libertà è il fulcro, ben rappresentata anche da una cover azzeccata e splendida! Un libro che credo possa essere adatto a qualsiasi lettore. Una narrazione a due voci che parlando in prima persona permette al lettore di entrare in totale sintonia con le due meravigliose protagoniste. Da leggere!!!
Siete curiosi di sapere cosa avranno scelto per questo consiglio Laura, Salvia e Laura ? Allora correte a scoprirlo!

mercoledì 27 aprile 2016

Recensione #122 - Agnes Browne Mamma di Brendan O' Carroll

Buongiorno lettori e buon mercoledì! Per fortuna questa è una settimana corta perchè io sono già distrutta!!!
Sono rimasta un po' indietro con le recensioni visto che questo mese le mie letture stanno viaggiando velocissime, complici delle scelte fortunate! Oggi sono qui per lasciarvi quella di Agnes Browne Mamma di Brendan O' Carroll edito da Neri Pozza, 170 pagine.

Trama: Agnes Browne, trentaquattro anni, bella, proletaria, simpatia irresistibile, ha un banco di frutta e verdura al mercato del Jarro, turbolento quartiere popolare di Dublino, sette figli come sette gocce di mercurio e un'autentica venerazione per Cliff Richard. Purtroppo ha anche un marito che lascia i suoi guadagni agli allibratori, per poi rifarsi con lei a suon di ceffoni. Ogni mattina Agnes esce di casa alle cinque per incontrare l'amica Marion e iniziare insieme la giornata in allegria. Ogni venerdì gioca a bingo, per poi finire al pub di fronte a una pinta di birra e a un bicchiere di sidro. Non una gran vita, a parte le risate con Marion e le altre, al mercato. Finché, un bel giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e comincia a godersi davvero l'esistenza. E l'inizio di un carosello di vicende esilaranti, in coppia con Marion, autentico genio comico, e alle prese con i figli che le propinano dilemmi adolescenziali, obbligandola a improvvisarsi consigliera (con grande spasso dei pargoli) o a vestire i panni dell'angelo vendicatore. Insomma, senza quel treppiede del marito attorno, la nostra Agnes pare tornata la ragazza dublinese che è stata - tanto che non manca uno spasimante, un affascinante bell'imbusto francese ignaro degli equivoci della lingua inglese. Intanto la vita continua, nella Dublino di fine anni settanta, tra gioie e dolori, un colpo basso della sorte e un girotondo di risate con Marion, i figli che crescono e, in testa, un sogno che sembra irrealizzabile.

Ho cominciato questo libro per superare uno scoglio di una challenge cui sto partecipando che mi richiede di leggere una serie completa.
È moltissimo tempo che vorrei leggere Agnes Browne quindi, nonostante i quattro volumi complessivi, ho deciso che sia arrivato il momento!
Sono partita in ordine di pubblicazione perché adoro vedere come lo stile di un autore evolva durante la scrittura e contemporaneamente come faccia evolvere i suoi personaggi.
Siamo a Dublino, negli anni ’60. Agnes è appena rimasta vedova a soli 34 anni e con 7 bambini da accudire. Per fortuna era lei il sostentamento per quella famiglia numerosa, con il suo banco di vendita al mercato del Jarro, cui si reca ogni mattina con la sua amica Marion.
Che coppia Agnes e Marion!!! Divertenti, complici, decisamente un duo perfetto! Con i loro discorsi e le loro confidenze mi hanno spesso fatto ridere di gusto. Con il loro linguaggio a volte sboccato ma mai eccessivo creano dei siparietti comici che difficilmente dimenticherò.
Un libro che parla di vita, di matrimonio, di famiglia, di amicizia. Agnes è principalmente una mamma, anche se dopo la morte di Rosso si ritroverà a dover essere anche padre oltre che nuovamente donna.
7 figli: 6 maschi e una femmina. Mark, 14 anni, il più grande, è quello che, come personaggio, emerge maggiormente tra le righe di questo primo volume; il vero appoggio alla madre sola, quello che fa diversi lavoretti per svolgere a pieno il suo nuovo ruolo di capofamiglia.
Un capofamiglia sui generis visto che si trova alle prese con la pubertà e con un “pipino” che si sta riempiendo di peli provocando non poco turbamento nel suo animo e anche in quello di Agnes che, coraggio alla mano, si trova a spiegargli la cosa più ovvia: i peli servono per tenerlo al caldo!!!
Non vi dico quanto ho riso!!!
Come non amare questa donna?
Oltre al suo lato divertente, di Agnes emerge il suo essere incondizionatamente mamma, facendo di tutto per la felicità di quei ragazzini e mettendo da parte ogni suo sogno.
La donna ha poche abitudini: le chiacchiere con Marion prima di cominciare a lavorare, il bingo del venerdì sera, una birra o un po’ di sidro al pub e una passione sfrenata per il cantante Cliff Richard. La morte di Rosso libera la sua vita dalle botte che è solito darle, dai debiti che è solito lasciare in giro, dal sesso senza delicatezza, quindi a conti fatti non è che Agnes ci abbia proprio smenato.
“[…]Che cavolo mi dovrebbe mancare, poi? La puzza di patatine fritte e di Guinnes che mi si appiccicava addosso… quella carta vetrata che aveva sul mento e che mi graffiava la spalla e il collo… e poi l’attesa e l’angoscia… sarò di nuovo incinta?”
“Ma fare l’amore Aggie?”
“Fare l’amore? Che diavolo dici. Fare figli, fare pensieri tristi, fare pannolini smerdati… farlo contento!”
“E far contenta anche te. Non venirmi a dire che non l’hai mai provato?”
“Marion, vuoi controllarti! Provato cosa?”
“Lo sai… l’organismo!”
Ci fu un momento di rispettoso silenzio al cospetto di quella moderna parola magica. Agnes bevve un sorso di brodo e Marion si guardò intorno imbarazzata, come se avesse appena rivelato un segreto di stato.
“Mai” dichiarò Agnes spavalda. “E non ci credo che esiste.”
Una visione del mondo di una volta, quella degli anni ’60 in cui alcuni discorsi erano tabù, in cui una parola come orgasmo veniva storpiata dalla poca conoscenza, in cui l’atto sessuale era principalmente visto come un semplice mezzo per avere dei figli, in cui la donna era principalmente un possedimento del marito.
Un passaggio mi ha fatto molto riflettere all’interno del romanzo: quando Agnes racconta del momento in cui lei e Rosso decisero di sposarsi. Non una vera dichiarazione d’amore o una vera proposta. Solo una donna che comunica all’uomo che frequenta da qualche tempo che è incinta e lui che dopo averci pensato le comunica che forse sarebbe il caso di sposarsi.
Ma il punto è che lui non l'aveva mai più invitata a uscire. L'aveva "portata" fuori, ma le donne sanno che c'è un'enorme differenza tra l'essere "invitata a uscire" e l'essere "portata fuori".
Una tristezza infinita…
Brendan O’ Carroll nonostante sia un uomo, ha scritto un libro tutto al femminile, creando due figure difficili da dimenticare e raccontandoci i loro pensieri più intimi, le loro confidenze più nascoste, rendendole credibili e vere. Agnes e Marion sono donne forti, capaci di avere - nonostante tutto - dei sogni; capaci di trovare in se stesse e nella loro amicizia la forza per vivere giorno per giorno e per credere ancora che, prima o poi, arriverà anche il loro momento.
Oltre a due protagoniste esilaranti ed uniche O’ Carrol ci regala uno stralcio di Dublino – quello del quartiere popolare del Jarro – capace di caratterizzare in modo molto profondo il romanzo, rendendone vividi i profumi, il vociare del mercato, i pericoli.
Lo stile dell’autore è molto scorrevole, le vicende sono narrate con ironia – anche quando sono vere e proprie tragedie – e questo permette di godersi la lettura con leggerezza, leggendo senza sosta e arrivando al finale in un soffio. Nonostante questa scelta narrativa abbastanza scanzonata, sono comunque presenti numerosi spunti di riflessione capaci di lasciare il segno.
Un libro che consiglio per i momenti in cui sentite il bisogno di sorridere, di staccare un po’, perché è una lettura che, pur mostrando le brutture della vita, porta con se un messaggio meraviglioso:
Talvolta questo mondo turbolento, tragico, triste e caotico si mette a testa in giù e si ferma di colpo per realizzare i sogni di qualcuno…
Continua a sognare, Agnes Browne! Per il bene di tutti, continua a sognare!

VOTO: 










venerdì 22 aprile 2016

Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori - Seconda tappa



Buongiorno lettori, siete caldi??? Oggi sono qui per il secondo post dedicato alla challenge.
È già passato un mese dall’inizio della mia tappa ed io sono super felice della grande partecipazione che ancora ci state mettendo. Avete preso benissimo il ritmo con i nuovi obiettivi e vedo che anche con i libri bonus ci state dando dentro.
Ovviamente come capita sempre in queste cose non mi aspettavo assolutamente che i libri bonus utilizzati piacessero a tutte voi; io cerco solo di utilizzare libri che ho molto apprezzato e che siano il più possibile vari per quanto riguarda il loro genere.
Prima di dirvi i nuovi titoli vi faccio un  riassunto veloce delle regole.
Ed ora passiamo ai libri bonus che potrete leggere e recensire entro e non oltre il 21 giugno 2016.

PRIMO LIBRO



Titolo: L'invenzione delle ali
Autore: Sue Monk Kidd
Editore: Mondadori
Pagine: 393

Sinossi:
Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano. 
 
SECONDO LIBRO
 
Titolo: Acquanera
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi - TEA
Pagine: 357

Sinossi:

È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.

Come vedete due titoli diversissimi tra loro che spero possano soddisfarvi!
La mail di riferimento per i vostri dubbi resta sempre la stessa: lettricisparpagliate@gmail.com
Credo di avervi detto tutto quindi prontiiiiii... via!!!

mercoledì 20 aprile 2016

Recensione #121 - Le Grand Diable di Francesca Diotallevi prequel di Dentro soffia il vento

Buongiorno lettori, come state? Io forse domani - dopo 15 giorni - riprenderò possesso della mia macchina anche se probabilmente dovrò vendermi un rene per pagare il conto del meccanico.
Purtroppo in questi giorni blogger ha fatto un po' di capricci quindi se nei giorni scorsi avete visto nel blog delle immagini enormi piazzate un po' a caso nei post sappiate che è tutta colpa sua. Ora sono finalmente riuscita a sistemare e a far tornare tutto come prima.
Ma basta chiacchiere, sono qui per lasciarvi una nuova recensione, quella di Le Grand Diable di Francesca Diotallevi - che ringrazio per la copia - edito da Neri Pozza, 37 pagine.

Trama: Con questo racconto Francesca Diotallevi conduce il lettore nel mondo del suo romanzo Dentro soffia il vento.
In Valle d’Aosta, alla vigilia della Prima guerra mondiale, Fiamma vive appartata in un capanno tra i boschi e la comunità di Saint Rhémy, dove tutti la considerano una sorta di strega. Tutti, tranne il giovane Raphaël Rosset, che sente crescere per quella ragazza solitaria e dai capelli rossi un’irresistibile attrazione. Yann, suo fratello, tenta in tutti i modi di proteggerlo da quello che appare, ai suoi occhi, come un vero e proprio sortilegio e di salvaguardarlo dall’ira del padre. Partiti per una battuta di caccia guidata dal padre, in quei boschi che tutti ritengono abitati da streghe, i giovani fratelli scopriranno però di non essere così diversi...


5 maggio, segnatevi questa data. Uscirà, con la prestigiosissima casa editrice Neri Pozza, Dentro soffia il vento il nuovissimo romanzo di Francesca Diotallevi con cui qualche mese fa ha vinto proprio il premio Neri Pozza giovani. Chi mi segue da tempo sa quanto io adori questa scrittrice che con il suo stile mi ha rubato il cuore dalla prima volta in cui, con fare titubante ma con altissime aspettative visto le meraviglie sentite, presi in mano il suo primissimo romanzo Le stanze buie di cui trovate la recensione qui; e me lo ha poi lacerato con Amedeo, je t'aime recensito qui.
Oggi Francesca ha fatto il grande salto, spiccando il volo verso quell'Olimpo in cui da sempre le dicevo sarebbe approdata.
Con Le Grande Diable ci accompagna nel suo nuovo romanzo, un prequel di pochissime pagine che ci porta, senza incertezze alcune, in quell'atmosfera che presto potremo respirare leggendo Dentro soffia il vento.
Da subito veniamo scaraventati in Val D'Aosta, in mezzo ai boschi, su quelle montagne che molti di noi sono soliti frequentare nella stagione invernale. È lì che vivono Fiamma - una ragazzina con i capelli "colore delle braci" con una madre considerata una strega - ed i fratelli Raphael - un dodicenne ribelle, poco incline al lavoro e affascinato dal richiamo del bosco e da Fiamma, quasi fosse vittima di un sortilegio - e Yann - sedicenne, fratello maggiore, con la testa sulle spalle, incapace di capire quel fratellino tanto indisciplinato -. Sono questi i personaggi che ci vengono presentati dall'autrice con la sua grande capacità narrativa e descrittiva. È proprio a Yann che in questo prequel Francesca lascia la parola; è lui che ci racconta in prima persona il suo rapporto con il fratello ma soprattutto il suo grande, immenso amore per quelle montagne che lo circondano e cui sente di appartenere.
Ho adorato da subito i protagonisti, ognuno con la loro particolarità che emerge prepotentemente anche in così poche pagine e da subito sono rimasta affascinata dall'ambientazione che l'autrice ha scelto per il proprio romanzo.
Già mi chiedo come cambieranno i personaggi, se anche nel romanzo sarà Yann il narratore, se Raphael metterà la testa a posto e poi ho voglia di conoscere tutto di Fiamma!  
Per soddisfare la mia curiosità non mi resta che attenderne ancora con più impazienza l'uscita, sapendo che non resterò delusa dalle enormissime aspettative che ne accompagneranno la lettura.

VOTO: 










Prima di salutarvi vi lascio la cover - stupenda! - e la trama di Dentro soffia il vento.

Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.

lunedì 18 aprile 2016

Recensione #120 - Primo non nuocere di Henry Marsh


Buongiorno lettori, come state? Io sono uno zombie... sono stata precettata ieri e sabato pomeriggio a fare il presidente di seggio al referendum. Sveglia all'alba, tutto il giorno al seggio, e ritorno a letto a mezzanotte come Cenerentola. Però, a parte la stanchezza fisica è stata una bella esperienza! Pensavo  mi sarebbe pesata di più invece, complici degli scrutatori giovani e svegli, è passata anche velocemente tra una chiacchiera e l'altra!
Ma veniamo a noi... oggi torno con una recensione, quella di Primo non nuocere di Henry Marsh edito da Ponte alle Grazie 330  pagine.

Trama: Cosa significa essere un neurochirurgo? Come ci si sente ad avere in mano le sorti di una persona, mentre ci si apre un varco tra la materia grigia che ne genera i pensieri, i sentimenti e le emozioni? E, se qualcosa va storto, come si convive con le conseguenze? È ciò che scopriremo attraverso le pagine di questo libro, la confessione sincera e intensa di un famoso neurochirurgo inglese che, alla luce dell’esperienza quarantennale, rievoca le vittorie nelle battaglie combattute al fianco dei pazienti, ma anche le inevitabili sconfitte, gli errori e i fallimenti. Primo non nuocere è la narrazione di una professione eroica, chiamata a confrontarsi ogni giorno con i momenti di maggiore fragilità dell’essere umano – la scoperta della malattia, la speranza di una cura –, a prendere decisioni cruciali che, in un modo o nell’altro, cambieranno il destino dei pazienti, ma anche del medico stesso che porterà sempre con sé le storie di gioia o di dolore delle persone che hanno confidato all’abilità delle sue mani e alla generosità del suo cuore le loro vite in pericolo.

Una cosa è certa: se mai dovessi essere operata al cervello vorrei che a farlo fosse Henry Marsh o un neurochirurgo con la sua stessa passione.
Libro particolare questo. Non un romanzo ma una sorta di saggio. Trent'anni di casi che il famoso neurochirurgo si è trovato ad operare, a volte con successo, altre meno.
Per una volta ci troviamo dall'altra parte della barricata. Veniamo messi a conoscenza del dietro le quinte. Tutto quello che i medici fanno e pensano prima di operare o prima di dover parlare con i familiari di un paziente.
Ogni capitolo del libro rappresenta un caso, che il dott. Marsh racconta in prima persona spiegandoci, spesso in modo molto dettagliato, gli interventi ma soffermandosi anche sul lato umano, sulle sue paure, sui suoi dubbi, sulla necessità di prendere a volte decisioni terribili - operare oppure no - sull'incapacità di staccarsi dai suoi casi tanto da far andare a monte il proprio matrimonio.
Chi è affascinato da questi argomenti non potrà rimanere indifferente a questa lettura; chi invece è ipocondriaco oppure si impressiona facilmente pensando ad operazioni tagli ecc. forse è meglio che giri al largo da questo libro.
Io, da sempre fan adorante di qualsiasi telefilm che parli di medicina, conoscevo gran parte dei termini utilizzati in questo libro ma sapere che questa non è finzione, immaginare il dottore in sala operatoria mentre "clippa" un aneurisma o mentre pratica un foro nella testa di qualcuno è tutta un'altra cosa. E sentirlo raccontato dal dottore in persona ha un fascino inimmaginabile.
Oltre agli interventi, ai particolari più segreti che solo un medico in prima linea può conoscere, quello che emerge in ogni pagina di questo libro è l'umanità di Marsh, quella consapevolezza che se la sua operazione avrà successo sarà considerato un Dio e che se, al contrario, fallirà allora sarà ritenuto un mostro incompetente.
Quanto deve essere difficile dire ad un paziente che non potrà mai guarire? Che la vita che gli resta è pari ad un soffio di vento? È questo che mi sono chiesta per tutta la lettura. Perchè per quanto io sappia che i medici sono umani è vero che quando ci si trova ad averne bisogno si tende a pensare solo a noi stessi, e mai a quanto dall'altra parte possa non essere semplice.
C'è un passaggio che mi ha colpito particolarmente ed è questo:
«Ricordo tutti i miei pazienti che muoiono dopo un'operazione» le dissi, aggiungendo fra me e me: «E vorrei tanto che così non fosse».
Questo dimostra l'estrema difficoltà per Marsh di guardare oltre, di convivere con i fallimenti, l'obbligo da medico di nascondere i propri sentimenti dietro ad una necessaria maschera di indifferenza; perchè i familiari hanno bisogno di chiarezza e non di un medico in lacrime, anche se questo porta spesso le persone a considerarlo freddo e poco empatico.
Interessante anche osservare il dottore che diventa paziente - quando si ritrova ad essere operato per un distacco della retina che può portarlo alla cecità - oppure il dottore che diventa familiare del paziente - quando all'inizio della sua carriera il piccolo figlio viene ricoverato per un tumore alla testa con conseguente idrocefalo -; è proprio in questi momenti che il dottor Marsh diventa principalmente una persona comune, come noi, con le sue paure, le sue angosce.
Mia moglie e io passammo le settimane successive in quello strano mondo in cui si entra  quando si teme per la vita di un figlio, quando il mondo esterno, il mondo reale, diventa un mondo fantasma, e la gente che lo abita distante e indistinta. La sola realtà è un'intensa paura, una paura indotta da un amore impotente e travolgente al tempo stesso. [...]
Willliam fu operato un mercoledì mattina. Hilary e io passammo molte ore facendo avanti e indietro per il centro di Londra mentre l'intervento era in corso. Fu un'utile lezione per me, quando diventai un chirurgo esperto, sapere quanto soffrano i famigliari dei pazienti mentre io sto operando.
Un'affascinante stralcio di vita lungo trent'anni che ci fa entrare nella vita di un uomo importante, medico impegnato anche in Ucraina, famoso neurochirurgo ma soprattutto Uomo, con la U maiuscola, che non ha paura di mettere nero su bianco tutti i suoi pensieri, tutte le sue insicurezze, tutti i suoi sbagli ma anche la sua caparbietà verso un sistema contro cui spesso si ritrova a lottare perchè la burocrazia ospedaliera spesso si scontra con la realtà della sala operatoria e delle urgenze.
Un unico appunto mi sento di farlo alla traduzione che purtroppo spesso pecca nella coniugazione dei verbi perchè leggere: 
"Sono quasi sicuro che è benigno" invece che "Sono quasi sicuro che sia benigno"
oppure:
"Gli chiesi se aveva domande da farmi" invece che "Gli chiesi se avesse domande da farmi"
sinceramente mi fa un po' rabbrividire!
A parte questo un libro che consiglio senza riserve a chi è curioso e poco impressionabile.

VOTO: 




venerdì 15 aprile 2016

Chi ben comincia #108 - Primo non nuocere di Henry Marsh

Buongiorno carissimi, buon venerdì! Oggi, dopo tantissimo tempo, torna Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Purtroppo ultimamente non riesco ad essere costnte come vorrei con questa rubrica ma, nonostante questo, non mi va di abbandonarla perchè è una rubrica che amo molto quindi ve la propongo quando riesco, sperando che comunque a voi faccia piacere.
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Oggi ho deciso di condividere con voi la prefazione del particolarissimo libro che ho finito di leggere ieri sera. Ho scelto questo perchè è poco conosciuto e perchè secondo me merita moltissimo nonostante non sia un romanzo ma una sorta di saggio che l'autore ha scritto per spiegare il suo punto di vista di neurochirurgo! Si tratta di Primo non nuocere di Henry Marsh edito da Ponte alle Grazie.
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Prefazione
Se siamo malati e in ospedale, e temiamo per la nostra vita, aspettando un intervento che ci atterrisce, dobbiamo fidarci dei medici che ci curano - e comunque, la vita sarà molto difficile se non lo facciamo. Non deve sorprendere se attribuiamo ai medici qualità sovrumane: è un modo per superare le nostre paure. Se l'intervento riesce il chirurgo è un eroe, se non riesce è un infame.
La eraltà, naturalmente, è diversa. I medici sono umani, come tutti. Molto di quanto succede negli ospedali è questione di sorte, buona e cattiva; successo e fallimento sono spesso al di fuori del controllo dei medici. Sapere quando non operare è importante come sapere quando operare, ed è una della capacità più difficili da acquisire.
La vita di un neurochirurgo non è mai noiosa e può essere profondamente gratificante, ma tutto questo ha un prezzo. Bisognerà fare inevitabilmente degli errori e imparare a vivere con delle conseguenze a volte terribili. Bisogna imparare a essere obiettivi su ciò che si vede senza per questo perdere la propria umanità. Le storie che racconto in questo libro riguardano i miei tentativi, a volte falliti, di trovare un equilibri tra il necessario distacco e la compassione richiesta dalla carriera di un chirurgo, un equilibrio tra speranza e realismo. Non è nelle mie intenzioni intaccare la fiducia nei neurochirurghi o, peggio, nell'intera professione medica, ma spero che il mio libro possa aiutare la gente a capire le difficoltà - di natura più umana che tecnica - che il medico affronta.
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Di sicuro una prefazione del genere fa riporre ancora più curiosità sul libro che si andrà a leggere; almeno, per me è stato così. Ho affrontato la lettura con la consapevolezza che avrei visto la medicina dall'altra parte, affrontando i dubbi di un famoso neurochirurgo e cercando di capire le dinamiche di una professione con così tante responsabilità!

mercoledì 13 aprile 2016

Shopping letterario #40




Buongiorno lettori, come state? Per me periodaccio ma che dobbiamo fare... passerà, spero!
Oggi sono di nuovo qui per mostrarvi dei libri acquistati in una incursione alla libreria Il libraccio non lontanissima da casa. Mi piace spulciare tra quei volumi e trovare delle chicche inaspettate.
Ecco il mio bottino (nel quale vedrete anche un libriccino per mio figlio)!!

 

Oltre a questi acquistati in libreria ho ceduto ad un'offerta lampo di Amazon... hihihihi mannaggia a me!
Ora ve li presento per bene tutti!
  • Luna di Julie Anne Peters edito da Giunti, 384 pagine, usato € 5.00. Era da tantissimo tempo che questo libro mi incuriosiva e trovarmelo davanti ad un prezzo così allettante mi ha fatto convincere che dovesse essere mio!Oltretutto online ha delle recensioni altissime quindi ho grandi aspettative.
Trama: Regan, fin da piccola, ha sempre saputo che suo fratello Liam era diverso dagli altri. Liam ha sedici anni. È alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Regan è l'unica condividere questo segreto con Liam - o Luna come preferisce farsi chiamare - che ogni notte in camera della sorella si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alterego femminile. All'insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nel difficile percorso verso la trasformazione. Ma anche per Regan è il momento del cambiamento e quando, durante una lezione di chimica, un ragazzo appena trasferito nella sua scuola, si accorge di lei, insieme ai primi turbamenti del cuore arrivano anche le complicazioni che l'avere un fratello trans comporta...
  • Primo non nuocere  di Henry Marsh edito da Ponte alle Grazie, 330 pagine, usato mai sfogliato € 8.40. Ho voluto questo libro nello stesso istante in cui la mia  sister virtuale Salvia ne ha pubblicato la recensione qui. Per una come me, affascinata da ogni serie televisiva che riguarda medici e affini un libro come questo è un richiamo fortissimo e quindi ho già cominciato a leggerlo!
Descrizione: Cosa significa essere un neurochirurgo? Come ci si sente ad avere in mano le sorti di una persona, mentre ci si apre un varco tra la materia grigia che ne genera i pensieri, i sentimenti e le emozioni? E, se qualcosa va storto, come si convive con le conseguenze? È ciò che scopriremo attraverso le pagine di questo libro, la confessione sincera e intensa di un famoso neurochirurgo inglese che, alla luce dell'esperienza quarantennale, rievoca le vittorie nelle battaglie combattute al fianc dei pazienti, ma anche le inevitabili sconfitte, gli errori e i fallimenti. Primo non nuocere è la narrazione di una professione eroica, chiamata a confrontarsi ogni giorno con i momenti di maggiore fragilità dell'essere umano - la scoperta della malattia, la speranza di una cura -, a prendere decisioni cruciali che, in un modo o nell'altro, cambieranno i destino dei pazienti, ma anche del medico stesso che porterà sempre con sé le storie di gioia o di dolore delle persone che hanno confidato all'abilità delle sue mani e alla generosità del suo cuore le loro vite in pericolo.


  • Le sette sorelle di Lucinda Riley edito da Giunti, 576 pagine, acquistato grazie all'offerta lampo amazon a € 0.99. È da molto tempo che questo libro mi incuriosisce. L'ho spesso preso in mano in libreria, anche l'ultima volta da Libraccio ma poi finivo sempre col posarlo di nuovo sugli scaffali. Il fatto che faccia parte di una serie infinita (7 volumi) mi ha sempre fatto desistere ma trovarlo in ebook ad un prezzo simile mi ha convinto a dargli una possibilità quindi... comprato!
Descrizione: Bellissima eppure timida e solitaria, Maia è l’unica delle sue sorelle ad abitare ancora con il padre ad Atlantis, lo splendido castello sul lago di Ginevra. Ma proprio mentre si trova a Londra da un’amica, giunge improvvisa la telefonata della governante: Pa' Salt è morto. Quel padre generoso e carismatico, che le ha adottate da bambine raccogliendole da ogni angolo del mondo e dando a ciascuna il nome di una stella, era un uomo di cui nessuno, nemmeno il suo avvocato e amico di sempre, conosceva il passato. Rientrate precipitosamente nella villa, le sorelle scoprono il singolare testamento: una sfera armillare, i cui anelli recano incise alcune coordinate misteriose. Maia sarà la prima a volerle decifrare e a trovare il coraggio di partire alla ricerca delle sue origini. Un viaggio che la porterà nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, dove un vecchio plico di lettere le farà rivivere l’emozionante storia della sua antenata Izabela, di cui ha ereditato l’incantevole bellezza. Con l’aiuto dell’affascinante scrittore Floriano, Maia riporterà alla luce il segreto di un amore sbocciato nella Parigi bohémienne degli anni ’20, inestricabilmente legato alla costruzione della statua del Cristo che torreggia maestosa su Rio. Una vicenda destinata a stravolgere la vita di Maia.

E con questo è tutto! Che cosa ne pensate dei miei nuovi acquisti? Li avete letti?

martedì 12 aprile 2016

LGS TRIVIAL GIVEAWAY - Seconda edizione - Prima tappa




Buongiorno lettori! Eccoci finalmente giunti alla prima tappa di questa nuovissima edizione del Lgs Trivial Giveaway.
Oggi sono qui per presentarvi il primo libro che dovrete leggere.
Martedì 19 aprile vi invierò una mail contenente tre domande, diverse per ognuno di voi, relative al libro. Dovrete inviare le risposte entro le ore 17 di lunedì 25 aprile. Io vi risponderò segnalandovi eventuali errori e indicandovi il punteggio raggiunto.
Vi chiedo la cortesia di prestare attenzione a quello che scrivete per evitare errori di battitura.
Per ogni risposta esatta vi sarà assegnato un punto e riceverete invece 5 punti se risponderete correttamente a tutte e tre le domande. Per qualsiasi ulteriore dubbio vi rimando al post di presentazione qui.

Basta chiacchiere, siete pronti? Ecco il libro:

Titolo: The Danish Girl
Autore: David Ebershoff
Editore: Giunti 
Pagine: 368  pagine. 

Sinossi: Giovani e talentuosi, Einar Wegener e sua moglie Greta vivono nella romantica Copenaghen di inizio Novecento, accomunati dalla passione per l'arte: paesaggista lui, ritrattista molto richiesta lei. Finché un giorno Greta, per completare un ritratto, chiede al marito riluttante di posare in abiti femminili. A poco a poco, l'ipnotico pennello di Greta, animata da un'improvvisa ispirazione, e il morbido contatto della stoffa sulla pelle di Einar, lo sospingono in un mondo sconosciuto, mettendo in moto un cambiamento che nessuno dei due avrebbe mai potuto sospettare. Quel giorno il giovane scopre che la sua anima è divisa in due: da una parte Einar, l'artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall'altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere. E Einar si trova di fronte a una scelta radicale: decidere quale delle due sacrificare... 


Notizie sull'Autore: David Ebershoff (Pasadena, 1969) è un affermato editor e scrittore americano. Ha pubblicato quattro romanzi, tutti bestseller, osannati, premiati dalla critica e tradotti in diciotto paesi. Per Giunti ha pubblicato "La 19a moglie" e "The Danish Girl", dal quale è stato tratto l'omonimo film di successo candidato agli Oscar 2016. Attualmente vive a New York.

Spero che questo libro possa appassionarvi così come ha fatto con me!
Per il momento vi saluto e vi dò appuntamento alla prossima tappa.

SECONDA TAPPA: 26/04/2016 blog Desperate Bookswife

lunedì 11 aprile 2016

BibliOmaggi #10



Buongiorno lettori e buon lunedì. Come state? Io sono senza maccchina ormai da quasi una settimana ed ho un diavolo per capello visto che ad oggi il meccanico non è neanche riuscito a capire il guasto! Non vi dico il disagio...
Ma parliamo di cose belle! Oggi sono qui per mostrarvi gli omaggi ricevuti nell'ultimo periodo. Era da un po' che avrei dovuto preparare questo post ma il tempo vola e non basta mai, quindi troverete molti libri che ho già letto e recensito.

  • Le grand diable di Francesca Diotallevi edito da Neri Pozza,prequel di Dentro Soffia il vento, 37 pagine. Data pubblicazione:  06 aprile 2016. Un racconto pubblicato solo in digitale che precede il romanzo Dentro soffia il vento che sarà pubblicato all'inizio di maggio da Neri Pozza. Ringrazio l'autrice per avermene mandato una copia.
Descrizione: Con questo racconto Francesca Diotallevi conduce il lettore nel mondo del suo romanzo Dentro soffia il vento.
In Valle d’Aosta, alla vigilia della Prima guerra mondiale, Fiamma vive appartata in un capanno tra i boschi e la comunità di Saint Rhémy, dove tutti la considerano una sorta di strega. Tutti, tranne il giovane Raphaël Rosset, che sente crescere per quella ragazza solitaria e dai capelli rossi un’irresistibile attrazione. Yann, suo fratello, tenta in tutti i modi di proteggerlo da quello che appare, ai suoi occhi, come un vero e proprio sortilegio e di salvaguardarlo dall’ira del padre. Partiti per una battuta di caccia guidata dal padre, in quei boschi che tutti ritengono abitati da streghe, i giovani fratelli scopriranno però di non essere così diversi...

  • Il libro dei viaggi nel tempo di David Goldblatt, Johnny Acton, James Wyllie edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia, 336  pagine. Data pubblicazione:  14 aprile 2016. Un libro che - nonostante sia storico quindi non proprio appartenente ad uno dei miei generi preferiti - mi ha da subito colpito tanto da richiederlo alla casa editrice, con cui collaboro da tempo. Ho letto qualche capitolo ed è proprio un libro particolare ed interessante!
Trama: Diciotto incredibili viaggi nel passato, diciotto avventure mozzafiato che ti catapulteranno come per magia in un mondo lontano nel tempo e nello spazio: ecco la promessa degli autori Wyllie, Acton e Goldblatt. Grazie alle informazioni e alle tante curiosità raccolte nel volume, potrai vedere con i tuoi occhi l’eruzione del Vesuvio a Pompei, visitare la mitica Xanadu di Kublai Khan insieme a Marco Polo, veleggiare con il capitano Cook verso Tahiti e l’Australia, marciare con le donne di Parigi durante la Rivoluzione francese. E ancora, arrivando a epoche più recenti, accompagnare i Beatles nella loro tournée di Amburgo, o magari assistere alla caduta del Muro di Berlino… Dimentica i musei, dimentica i libri di storia: è questo il modo giusto per conoscere il passato… riviverlo in prima persona!

  • Gli occhi neri di Susan di Julia Heaberlin edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia, 335  pagine. Data pubblicazione:  31 marzo 2016. Già letto e recensito qui
Trama: Tessa Cartwright, sedici anni, viene ritrovata in un campo del Texas, sepolta da un mucchio di ossa, priva di memoria. La ragazza è sopravvissuta per miracolo a uno spietato serial killer che ha ucciso tutte le altre sue giovani vittime per poi lasciarle in una fossa comune su cui crescono delle margherite gialle. Grazie alla testimonianza di Tessa, però, il presunto colpevole finisce nel braccio della morte. A quasi vent’anni di distanza da quella terrificante esperienza, Tessa è diventata un’artista e una mamma single. Una fredda mattina di febbraio nota nel suo giardino, proprio davanti alla finestra della camera da letto, una margherita gialla, che sembra piantata di recente. Sconvolta da ciò che evoca quel fiore, Tessa si chiede come sia possibile che il suo torturatore, ancora in carcere in attesa di essere giustiziato, possa averle lasciato un indizio così esplicito. E se avesse fatto condannare un innocente? L’unico modo per scoprirlo è scavare nei suoi dolorosi ricordi e arrivare finalmente a mettere a fuoco le uniche immagini, nascoste per tanti anni nelle pieghe della memoria, che potranno riportare a galla la verità…

  • Splendi più che puoi di Sara Rattaro edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 222 pagine. Data pubblicazione:  31 marzo 2016. Già letto e recensito qui.
Trama: L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.
 
  • Lo strano caso dell'orso ucciso nel bosco di Franco Matteucci edito da Newton compton, che ringrazio per la copia, 256 pagine. Data pubblicazione:  17 marzo 2016. Un libro che mi è estato inviato a sorpresa dalla casa editrice che ringrazio. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo.
Trama: Un corpo senza vita giace sulla neve nell’apparente tranquillità del bosco. Accanto al cadavere, sul tronco di un albero, è stato inciso un cuore con all’interno il nome della vittima e una lettera greca. L’assassino ha lasciato la sua firma, un segno destinato a ripetersi e a seminare il panico tra i vicoli del paesino di montagna. L’ispettore Santoni, però, non riesce a indagare con la sua solita lucidità. Qualcosa – qualcuno – offusca la sua mente investigativa. E intanto il crimine continua a spandersi come una macchia di sangue, lentamente ma inesorabilmente. Gli abitanti di Valdiluce hanno paura: la loro cittadina, che una volta era un posto tranquillo e rilassante, rischia di trasformarsi nella tana di un pericoloso serial killer. Il tempo stringe per Marzio Santoni: stavolta in gioco c’è la vita di tutta la valle…

  • La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 384  pagine. Data pubblicazione:  07 marzo 2016. Già letto e recensito qui.

Trama: Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezzo e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, in bilico tra due famiglie e ancora in cerca di se stesso. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, così trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nel¬lo stomaco, somatizzando tutto.
Finché un giorno la moglie Matilde, con cui ha cer¬cato per anni di avere un bambino, lo lascia.
Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con il suo destino.
Circondato da un carosello di personaggi mai banali, Erri deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto. Imparerà così che per essere felici dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile ribel¬larci. Anche a chi ci ama.
Sarà pronto, ora, a prendere la decisio¬ne più difficile della sua esistenza? 


  • Segreto di famiglia di Mikaela Bley edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia, 336  pagine. Data pubblicazione:  03 marzo 2016. Già letto e recensito qui.
Trama: A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano…

Che ne dite? Ce n'è qualcuno in particolare che stuzzica la vostra curiosità?

sabato 9 aprile 2016

Recensione #119 - La lettrice che partì inseguendo un lieto fine di Katarina Bivald

Buongiorno lettori, buon sabato! Come vedete sto cercando di essere il più possibile costante qui sul blog...
Non è facile, e sto programmando molto ma spero di riuscire a tenere il ritmo ancora per un po'!
Oggi torno con una recensione, quella di La lettrice che partì inseguendo un lieto fine di Katarina Bivald edito da Sperling & Kupfer, 400  pagine. Impressionante quanto, a volte, un libro da cui non ci si aspetti nulla, riesca a sorprenderci!

Trama: Se la vita fosse un romanzo, quella di Sara non sarebbe certo una storia d'avventura. In ventotto anni non ha mai lasciato la Svezia e nessun incontro del destino le ha scompigliato l'esistenza. Timida e insicura, si sente a suo agio soltanto in compagnia di un buon libro e i suoi migliori amici sono i personaggi nati dalla fantasia degli scrittori, che le fanno vivere indirettamente sogni, viaggi e passioni. Fino al giorno in cui riceve una lettera da una piccola città dal nome bizzarro, sperduta in mezzo all'Iowa: Broken Wheel. A scriverla è una certa Amy, sessantacinquenne americana che le invia – dalla propria vastissima biblioteca personale – un romanzo richiesto da Sara su un sito web. È così che inizia tra loro una corrispondenza affettuosa e sincera, che apre a Sara una finestra sulla vita: Amy le dimostra che è possibile amare la lettura senza per questo isolarsi dal mondo, perché è bello condividere ogni piccolo momento prezioso, anche se si tratta di un romanzo. E dopo un fitto scambio di lettere e libri durato due anni, Sara stessa trova finalmente il coraggio di attraversare l'oceano per incontrare l'amica lettrice. Tuttavia, come in un inatteso capovolgimento di trama, non c'è Amy ad attenderla: il suo finale, purtroppo, è giunto prima del previsto. Ci sono però tutti gli eccentrici abitanti di cui Amy le ha tanto parlato. E mentre loro si prendono cura della spaurita turista (la prima nella storia di Broken Wheel), Sara decide di ricambiare la gentilezza iniziandoli al piacere sconosciuto della lettura. Proprio lei, che ha sempre preferito i libri alle persone, in quella città di poche anime ma dal cuore grande troverà amicizia, amore ed emozioni da vivere sulla pelle: finalmente da vera protagonista della propria vita.

Normalmente fuggo a gambe levate davanti a titoli o trame che riguardino lettrici, lettori, librerie e simili. In questo caso ho fatto un'eccezione, per fortuna! Ho comprato questo libro qualche mese fa, per caso, allettata dal prezzo irrisorio durante una delle mie incursioni periodiche alla libreria Il Libraccio.
Quasi per caso ho cominciato a leggerlo: sto partecipando ad una challenge che mi richiedeva di leggere un libro che avesse a che fare con un viaggio e scorrendo gli occhi sulla mia libreria ho adocchiato questo. La mia voglia di un libro leggero e poco impegnativo dopo letture parecchio importanti soprattutto a livello emotivo ha fatto il resto.
È così che ho fatto la conoscenza di Sara, svedese, libraia. Una ragazza anonima, non particolarmente avvezza ai rapporti umani, che vive le sue giornate divise tra la libreria in cui lavora e le sue letture, cui dedica tutto il resto del tempo. Attraverso un sito di acquisto di libri tra privati conosce Amy – americana dell’Iowa - con cui inizia una lunga corrispondenza ed un altrettanto lungo scambio di libri. Le due donne diventano amiche e quando la libreria dove Sara lavora chiude Amy la invita a casa sua. Sara che non è mai andata oltre il suo paese di origine fa la pazzia e, lasciando i genitori senza parole, decide di partire per un viaggio di due mesi in un altro continente, a casa di una sconosciuta.
Al suo arrivo la ragazza non trova proprio quello che si aspettava. Il paese di Amy è un posto minuscolo, fatto di case e cemento, sull’orlo dell’abbandono, con un’unica strada centrare e quattro vie perpendicolari sulle quali affollano negozi abbandonati ed impolverati; ed anche la sua amica di penna le riserverà una “bella” sorpresa.
Con la leggerezza adatta ad una storia simile l’autrice ci porta a conoscere Sara, Amy ed il paese di Broken Wheel con i suoi pochi quanto bizzarri abitanti.
La lettura è scorrevole, lo stile fresco e spesso anche divertente, ma non banale. Grazie alla passione di Sara per i libri vengono citati, all’interno del romanzo, parecchi nomi e parecchie opere sia di grandi autori americani, che svedesi, che del resto del mondo. Un excursus della letteratura in generale, dai classici, ai chick lit, ai grandi nomi del momento che dà, durante lo scorrere delle pagine, non pochi spunti di lettura.
Interessante la caratterizzazione dei personaggi, ognuno con la propria peculiarità ed ognuno con un ruolo ben preciso all’interno della storia. Ci sono Andy e Carl omosessuali e proprietari del locale The Square; John, uomo di colore molto legato ad Amy da sempre; Caroline la bacchettona di Broken Wheel; Grace con la sua caffetteria ed il suo fucile sotto il bancone, Tom nipote di Amy e legatissimo a lei e tanti, tanti altri cui è facilissimo affezionarsi con lo scorrere della lettura.
Anche la struttura del romanzo mi è sembrata particolarmente azzeccata per il tipo di storia; i capitoli del presente che raccontano il soggiorno di Sara a Broken Wheel sono intervallati dalle lettere che Amy le scriveva quando ancora la ragazza era in Svezia, in cui, oltre a parlarle di libri, attraverso i suoi occhi le raccontava gli aneddoti sulla sua piccola cittadina e sui suoi abitanti.
Per alcuni tratti lo stile mi ha ricordato quello della Flagg - che oltretutto l’autrice cita più volte - e questo non può che essere un punto a suo favore.
Un viaggio attraverso due continenti ma anche un viaggio nell’animo profondo di una ragazza che ha sempre usato i libri come scudo e che pian piano riesce a tirar fuori il meglio di se, mettendo da parte una corazza ormai scomoda e per niente elegante. Un libro leggero, avvolgente, divertente e capace di far staccare completamente la mente dal quotidiano.
Consigliato a chi riesce ad apprezzare le storie semplici.


VOTO: