venerdì 15 dicembre 2017

Letture con Marina #27

Buongiorno lettori, come ogni quindici giorni siamo pronti per un nuovo appuntamento con la rubrica Letture con Marina.Vi auguro un meraviglioso weekend e vi lascio a lei.

 
Titolo: Il giudice delle donne
Autore: Maria Rosa Cutrufelli
Casa editrice: Frassinelli
Pagine: 248
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2016

Sinossi: Teresa non è una bambina come le altre: nasconde un segreto e per questo ha scelto di chiudersi in un mutismo che la isola e, al tempo stesso, la protegge. Alessandra, al contrario, è una giovane maestra esuberante. Fa parte di quella folta schiera di donne che, all'inizio del Novecento, si spinse nei paesini più sperduti a insegnare l'alfabeto. Un lavoro da pioniere. Difficile, faticoso, solitario. Anche Alessandra è sola, per la prima volta nella sua vita. Ma le piace insegnare e sfida con coraggio i pregiudizi e le contraddizioni di una società divisa tra idee antiche e prospettive nuove. Nuovo è pure il mestiere di Adelmo, che cerca di farsi strada nel mondo appena nato del giornalismo moderno. Una sfida esaltante per un giovanotto ambizioso e di talento. E le occasioni non mancano in questa Italia ancora giovane, una nazione tutta da inventare. È il 1906, siamo nelle Marche, all'epoca una delle zone più povere della penisola. La maestra e la bambina sono nate qui. Una ad Ancona, l'altra a Montemarciano. Un piccolo paese sconosciuto, che di lì a poco conquisterà, insieme alla vicina Senigallia, le prime pagine dei quotidiani nazionali. Il nuovo secolo infatti porta sogni strani. Come il suffragio universale. Esteso alle donne, addirittura. Ed è per inseguire questo sogno che dieci maestre decidono di chiedere l'iscrizione alle liste elettorali. Sarà un giudice di Ancona, il presidente della Corte di Appello, a dover prendere la decisione. Lodovico Mortara, il giudice delle donne.

RECENSIONE:

Complici la bibliotecaria di Prata che conosce la mia passione per Virginia Woolf, la stupenda copertina che mi rimanda ad un ricordo di una foto della scrittrice al mare nel costume che si usava ad inizio secolo (forse con Roger Fry?, devo controllare), le suffragette inglesi e l’annosa questione riguardante proprio la Woolf su quest’argomento… ebbene, il tutto ha congiurato affinchè leggessi questo romanzo, ambientato però in Italia ed avente come storia centrale la lotta di una serie di maestre per ottenere il diritto al voto. Ambientato più precisamente a Montemarciano con puntate ad Ancona, con uno straordinario affresco del pensiero maschile e della classe politica – maschia - dei primi del ‘900, con rimandi allo Statuto Albertino (la carta fondamentale dello Stato allora in vigore) e deliziose ed interessanti descrizioni dell’Expo che si era tenuto nel 1906 a Milano, questo è proprio un romanzo che oltre alla gradevole lettura unisce soprattutto la possibilità di venire a conoscenza di un episodio importante e reale avvenuto anche nel ns Paese agli inizi del 1900. Grazie a questo romanzo ed al fenomenale mezzo informatico che abbiamo oramai a disposizione, mi sono imbattuta anche in un altro aspetto della vita della pedagogista Maria Montessori, prima donna laureata in medicina in Italia che, oltre a firmare le petizione per il diritto al voto delle donne, pubblica sulle pagine di un quotidiano un proclama alle donne italiane, che viene anche affisso a Roma, in cui esorta le donne a chiedere il voto politico e a quelle in possesso dei requisiti richiesti ad avanzare alla propria commissione provinciale domanda di iscrizione alla lista elettorale. Con uno sguardo al contempo appassionato e partecipe su un’Italia legata ancora a pregiudizi del secolo precedente (1.800), la scrittrice ci racconta in forma romanzata una vicenda reale che vide una decina di maestre, insieme ad un giudice sensibile e deontologicamente preparato ed integerrimo, aprirsi alla modernità e alle istanze degli esclusi, pur rispettando la legge dell’epoca. Qui gli esclusi “secolari” sono le donne che, accomunate “agli analfabeti, nonché ai pazzi, ai detenuti in espiazione di pena e agli imprenditori che hanno subito una procedura di fallimento…”, non hanno il diritto di voto. Con mia somma sorpresa poi, scopro che proprio nelle Marche nel 1906/1907 si era arrivati ad un passo dal voto alle donne: ancor prima che in Gran Bretagna, che dovrà attendere il 1918 per il riconoscimento al diritto di voto ad una parte della popolazione femminile inglese.

Da noi in Italia, una decina di maestre marchigiane riesce ad ottenere un primo successo per conquistare il diritto al voto proprio grazie al giudice ebreo Mortara, che successivamente divenne anche Ministro. Vale la pena sbirciare un po’ nella vita di quest’uomo, cui la Cutrufelli dedica alla fin fine il romanzo, definendolo il “giudice” delle donne. Purtroppo l’anelito di libertà fu di breve durata per queste pioniere del voto, perché nel 1907 la corte d’appello di Roma fa marcia indietro ed esclude di fatto le donne dal voto per altri trent’anni!

Le protagoniste che ci parlano dalle pagine di questo interessante romanzo sono Alessandra, diciannovenne giovane maestra alla sua prima esperienza di insegnante, “sora Luiscia” maestra e moglie del sindaco e Teresa, bambina che ospita nella sua casa, insieme al nonno, la giovane Alessandra e che nella sua giovanissima vita ha già dovuto assistere alla morte prematura della madre, a causa di un aborto clandestino.

Romanzo storico, potremmo anche definirlo – nel senso che ci racconta uno spaccato di vita di un secolo fa, citando persone realmente esistite e che la Cutrufelli fa rivivere in modo romanzato, laddove la storia e le fonti fanno difetto. Storie di amore in erba, che la piccola Teresa istintivamente riconosce, storie di donne che lottano e mettono la faccia per ciò in cui credono, piccoli atti di vigliaccheria e di eroismo quotidiano. Storie di donne che hanno iniziato a dividersi tra famiglia e lavoro. Storie di giornalismo, di malcostume, di politici corrotti, di nepotismo, di ingenui candori e sotterfugi, di prime gite in bicicletta. Storie di donne casalinghe e lavoratrici, quando per una donna lavorare fuori casa era una vergogna. Storie di un’Italia che la scrittrice disegna in modo garbato ma veritiero. Storie in cui si respira il desiderio del futuro che vorremmo.

Un romanzo che decisamente mi è piaciuto e che mi indica nuovamente la strada verso le letture di Virginia Woolf e del suo periodo storico.
Curiosità: L’Expo di Milano 2015 non è stata quindi una novità!

L'Esposizione Universale di Milano 1906, nota a tutti come la grande Expo del lavoro, nasce con l'intenzione di fare una grande mostra internazionale sui trasporti, per inaugurare il recente tratto ferroviario Parigi- Milano, in occasione però dell'inaugurazione dell'allora appena completato Parco del Traforo Alpino del Sempione.

A presto,
                             

giovedì 14 dicembre 2017

Cena con Donato Carrisi - Di scrittura, di thriller e di molto altro...


Buon pomeriggio lettori, come state? Io rigenerata - anche se assonnatissima - dopo un serata all'insegna dei libri e del chiacchiericcio in genere.
Oggi sono infatti qui per raccontarvi un evento particolare, cui ho avuto l'onore di partecipare insieme ad un gruppo ristrettissimo di blogger, grazie all'invito da parte della casa editrice Longanesi: una cena con Donato Carrisi, uno tra i più importanti scrittori di thriller italiani - io azzarderei anche il più importante - parlando del suo ultimo libro L'uomo del labirinto - che vi avevo presentato qui -, parlando di libri, di regia ma anche di serie TV e tanto altro.
Inutile dirvi che da amante sfegatata del genere nonché, amante sfegatata di Carrisi in particolare, non ci ho pensato due volte a dare la mia disponibilità per la serata.


È così che ieri sera, abbandonando mio figlio dai nonni dopo hockey e dopo aver penato non poco per il parcheggio, mi sono ritrovata in un ristorantino nella zona della piena movida milanese, attorno ad una grande tavolata con Donato e la sua compagna, con Tommaso e Gaia dell'ufficio stampa Longanesi e con altre "colleghe" blogger, alcune già conosciute ed altre incontrate per la prima volta.
Era la prima volta che avevo l'onore di incontrare Donato Carrisi e non avevo assolutamente idea di che tipo di persona mi sarei potuta trovare davanti perché - come dice anche lui - a volte gli scrittori deludono rivelandosi degli oratori noiosi. Ma, devo dirlo, non è questo il caso.
Donato è un oratore spettacolare: è carismatico, divertente, appassionato, capace di mettere immediatamente a proprio agio chi, come me, si fosse portata da casa un po' di sana agitazione reverenziale.
Di cosa abbiamo parlato? Ovviamente moltissimo del nuovo libro - L'uomo del labirinto - ma anche moltissimo dei suoi lavori precedenti, del suo lavoro come regista de La ragazza nella nebbia, del suo approccio alla scrittura e alla regia, delle sue passioni in termini letterarie - ad esempio mai mi sarei immaginata che Piccole donne potesse essere uno dei suoi libri preferiti - ma anche in termini cinematografiche e di serie televisive. Insomma una chiacchierata a trecentosessanta gradi che ci ha permesso di scoprire l'uomo prima ancora del famoso scrittore. 


Ecco quindi un po' di curiosità su Donato:
  • Piccole donne è uno dei suoi romanzi preferiti;
  • Per lui contano le storie che e non i personaggi, cui difficilmente si affeziona in quanto rischiano di prevalere;
  • Gli piacerebbe poter vedere la faccia dei suoi lettori quando arrivano alla fine dei suoi libri;
  • L'idea per L'uomo del labirinto è nata nel periodo delle riprese del film La ragazza della nebbia durante una doccia dopo una seduta notturna di riprese molto faticosa, grazie ad una piastrella rotta nella doccia di un albergo;
  • I primi appunti per L'uomo del labirinto sono stati scritti proprio sulla sceneggiatura del suddetto film, mandando in ansia gli attori che credevano che Donato stesse cambiando le battute;
  • Oltre ad essere un uomo molto affascinante, ha una compagna bellissima, Sara; 
  • Per documentarsi per il libro Carrisi si è inoltrato nel Deep Web - di cui parla nel suo ultimo libro - rendendosi conto che sta arrivando a contaminare anche il web normale;
  • Nei suoi libri gli piace parlare della zona grigia, quella zona in cui non si è mai completamente nel male, come non si è mai completamente nel bene;
  • Ama le serie TV;
  • Gli piace il contatto con il pubblico e ritiene essenziale incontrare i suoi lettori anche solo per un firma copie;
  • La ragazza nella nebbia è nato prima come sceneggiatura, poi Donato ha scritto il libro e infine ha riscritto la sceneggiatura;
  • I suoi libri sono tradotti in trenta paesi;
  • È molto pauroso. Cito le sue parole: "La paura nasce dalle cose che noi riteniamo più innocue. Non c'è niente di più innocuo del pianto di un bambino, sempre che tu non sia solo, di notte, e non abbia figli";
  • Ama moltissimo Stephen King;
  • Odia i film che cambiano i finali ai libri e per questo non ha mai venduto i diritti cinematografici dei suoi libri; 
  • Non si era mai sbilanciano prima, ma ci ha rivelato che crede che questo sia il suo miglior finale ed il libro cui si è affezionato maggiormente. Ha infatti detto che perché la storia di un libro funzioni è necessario che lo scrittore si diverta e lui, in questo caso, si è divertito tantissimo disseminando qua e là indizi per i lettori;
  • È convinto che non si possa raccontare un libro senza la presenza di una donna che, secondo lui, ha un ruolo fondamentale nella società e nella natura; 
  • È divertente, molto divertente - oltre che affascinante ma quello l'ho già detto! - tanto da aver più volte fatto ridere di gusto tutta la tavolata!


Dopo questo lunghissimo post non potevo non mostrarvi almeno il dolce. Perché parlare di libri è meraviglioso ma... un dolce è un dolce!!!

Credo di avervi raccontato tutto! Per il momento vi saluto, ma sentirete ancora parlare di questo autore nei prossimi giorni, con la recensione del libro L'uomo del labirinto.
Ora la parola a voi. Vi piace Carrisi? Quale delle curiosità che ho condiviso con voi vi ha maggiormente colpito?
Vi saluto ringraziando ancora tantissimo la casa editrice Longanesi per la bellissima occasione ed anche per la cena! :)

domenica 10 dicembre 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #4 - La saga dei Cazalet - Allontanarsi - Tappa 8


Buona domenica lettori! Non mi sembra vero di essere già a questo punto ma oggi, qui sul blog, ospito per l'ultima volta una tappa del gruppo di lettura della Saga dei Cazalet nata dalla penna di Elizabeth Jane Howard ed edita da Fazi. Quanto mi mancherà questo appuntamento e quanto mi mancheranno questi libri??? Siamo già arrivati alla parte centrale del quarto volume, Allontanarsi, e la prossima, sul blog di Baba, sarà l'ultima tappa di questa avventura. Non ci voglio pensare altrimenti mi commuovo quindi vi ricordo le regole e poi parto con il commento della parte di oggi.
Chiunque può partecipare iscrivendosi in qualunque momento. Inoltre potete commentare con noi le varie tappe anche se non partecipate al GDL ma se avete già letto i libri, l'importante è seguire la suddivisione che abbiamo fatto senza fare spoiler sulle parti successive. 
Per chi invece partecipa anche alla challenge organizzata da me e Desperate Bookswife, le regole sono diverse:
- Se commenterete tutte le tappe (avete tempo per rimettervi in pari entro la fine del libro in corso) otterrete 5 punti.
- Se commenterete un solo libro otterrete 1 punto, due libri 2 punti, tre libri 3 punti. Prima di entrare nel vivo vi lascio il riepilogo delle tappe.


GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA

30 settembre 2017 - Desperate Bookswife: discuscussione da pag. 0 a pag. 266 (ovvero tutta la parte prima). - Link qui
10 ottobre 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 269 a pag. 604 (ovvero fino alla fine del libro). - Link qui
IL TEMPO DELL'ATTESA

20 ottobre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 288, (fino a "La famiglia autunno - inverno 1949" escluso). Link qui -
30 ottobre 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 289 a pag. 638 (ovvero fino alla fine del libro). Link qui

CONFUSIONE

10 novembre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 318, (ovvero parte prima + seconda). Link qui
20 novembre 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 321 a pag. 526 (ovvero fino alla fine del libro). Link qui
ALLONTANARSI

30 novembre 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag 13 a pag 278 ( prima parte) - Link qui
10 dicembre 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 281 a pag. 501 (seconda + terza parte).
20 dicembre 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag 505 fino a pag. 669 ( fino alla fine del romanzo).






ATTENZIONE SPOILER!!!


Anche questo quarto volume l'ho trovato, fino ad ora, interessantissimo. Tante sono le cose che succedono e, tantissimi, gli equilibri che cambiano.
Nella seconda parte di questo volume l'autrice sceglie un nuovo modo per raccontarci le vicende della famiglia: mette Archie al primo posto, vedendolo protagonista nei diversi capitoletti che narrano l'evoluzione delle vite dei Cazalet.
Archie viene chiamato da Villy in piena notte quando Edward la lascia, Archie viene utilizzato da Rupert come spalla su cui piangere le sue pene d'amore per Michie, Archie viene scelto da Rachel per sfogare le sue pene d'amore verso Sid, sempre Archie viene richiamato in Francia da Polly per aiutare una Clary disperata, innamorata ed incinta del suo datore di lavoro. Archie... innamorato di Clary da sempre e incapace però di essere diretto con lei. Speravo che almeno in questo libro, dopo il ritorno di Rupert il loro rapporto evolvesse in un amore sincero, nato da un'amicizia profonda e invece niente. Clary continua a ferirlo prima dandogli del vecchio e poi innamorandosi di un altrettanto vecchio omuncolo che non ha neanche un decimo della personalità di Archie. 
Tutti i Cazalet si approfittano del buon cuore dell'uomo e quando lui avrebbe bisogno di loro, perchè malato, è una povera ragazza innamorata che lavora con lui e che non c'entra niente con la famiglia a doversi prendere cura di lui. Anzi, non appena riattacca il telefono dopo la malattia viene pure a sapere che è morto Cazalet senior e che nessuno si è degnato di andare a bussare alla sua porta, trovando il telefono staccato per giorni. Ecco non mi è piacuto, e lui è sempre troppo buono con tutti!
Ma torniamo a qualcosa di cui vi ho già accennato durante il mio sfogo.
Edward, finalmente mi verrebbe da dire, lascia Villy ma lo fa nel momento meno oppurto, cioè durante la festa organizzata per il matrimonio di Angela - l'unica forse a coronare davvero il suo sogno d'amore! - e Villy va ovviamente in crisi visto che, non ci meraviglia, non aveva assolutamente capito di essere un cervo e, anzi, progettava gite in barca, cene nella nuova casa e una vita felice. L'uomo si rivela invece innamorato di Diana - sarà vero visto che sembra flirtare anche con la fresca sposa di suo figlio Teddy???? - e decide che il suo posto sarà con Diana per cui prova - sempre secondo lui - un amore profondo che mai aveva provato per sua moglie.
Rupert e Zoe continuano a provare a ritrovare un rapporto dopo il ritorno dell'uomo, anche se lui continua a pensare e ad amare Michie, mentre Zoe continua a pensare e ad amare il povero defunto Jack. Pian piano la loro vita sembra ritrovare le fila anche se Rupert pare abbia perso totalmente il suo rapporto con Clary e pare anche soffrire molto per questo, fino ad arrivare ad essere geloso della confidenza che sua figlia sembra avere con Archie.
Polly nella seconda parte rimugina ancora sul suo apparente amore per Archie fino alla svolta, nella terza parte, in cui conosce Gerard e se ne innamora. Il ragazzo sembra avere un animo molto delicato ed il suo comportamento con Polly è impeccabile, tanto da far nascere in lei un sentimento molto profondo. Il ragazzo, che lei ha conosciuto facendo l'arredatrice, le chiede di sposarlo non appena scopre di aver ereditato la decadente casa di famiglia... sarà finalmente il nido d'amore da riempire di oggetti che Polly, fin da piccola, aveva sempre sognato? Questo amore mi piace molto. Nonostante io generamente non sia una romanticona mi piace proprio il ragazzo che l'autrice ha pensato di mettere al fianco di Polly.
Hugh, poverino, non si è mai ripreso dalla morte di Sybil e rimane una figura molto indecisa sul suo futuro, cui spero l'autrice riserverà qualcosa di buono nelle pagine a seguire.
Anche i ragazzi più giovani ci hanno riservato qualche novità in questo ultimo volume.
Teddy è tornato a Londra con la moglie che, al primo "sguardo", non mi sembra proprio una brava ragazza ma, chissà, magari anche in questo caso l'abito non farà il monaco. In fondo eravamo tutti scettici anche su Zoe all'inizio e poi andando avanti ci ha invece riservato grandissime sorprese.
Anche Christopher - che vive ancora nella roulotte in mezzo ai boschi - si è innamorato... di Polly... e lei poverina ha dovuto rifiutare la sua proposta di matrimonio.
L'ultimo capitoletto della terza parte del romanzo è dedicato alle mogli. Troviamo quindi Villy e Jessica, che discutono sulla situazione di Villy in ruoli invertiti rispetto al passato: la prima che è sempre stata quella benestante e senza problemi che si ritrova senza un marito, in una casa nuova che aveva pensato di condividere con lui ma sopratutto senza domestici; Jessica, ereditiera, che ora vive nell'agio e con il marito vicino. Troviamo poi Zoe - e Rupert - alle prese con la convivenza forzata con sua madre e con la sua abitudine ad essere dipendente da qualcuno ma anche alle prese con il loro rapporto; soprattutto Zoe, a causa del grande amore sprigionato dai giovani Polly e Gerald alla loro festa di fidanzamento, riflette molto sull'amore che, ora si rende conto, ha conosciuto grazie a Jack e non grazie a suo marito verso il quale provava - ai tempi del loro fidanzamento - un sentimento differente, probabilmente amore verso il desiderio che lui provava per lei. Ho adorato la parte dedicata a Zoe e la scelta dell'autrice di farle confessare a Rupert sua storia con Jack, tanto da portare l'uomo a fare altrettanto, parlandole di Michie. Una parte dolce che ha finalmente riportato la loro storia dalla parte giusta!
L'ultima moglie di questa parte è Diana, non ancora moglie ma con tutti i tentennamenti che una moglie a tutti gli effetti può avere, soprattutto avendo per compagno Edward, ed essendo stata in passato dall'altra parte... Avendo fatto l'amante. Diana riflette sulla loro storia, si chiede con chi il suo uomo passi le serate, con chi trascorra il tempo lontano da lei.
Non è neanche facile per lei affrontare la famiglia, sentirsene parte, superare il fatto che per molti di loro lei sia solo la donna che ha fatto del male a Billy. Per fortuna però c'è Bernardine, la moglie di Teddy, che si mette in mostra negativamente nelle riunioni di famiglia. Insomma, anche in questa parte tanti sono gli avvenimenti e l'evoluzione dei personaggi è tangibile. Una parte che ha confermato il mio pensiero positivo su questa autrice e la sua penna.
Ma adesso smetto di tediarvi e corro a finire questo quarto ed ultimo volume che leggeremo insieme.

Prima però vi ricordo che l'appuntamento con l'ultimissimo post sarà sul blog Desperate Bookswife il 20 dicembre 2017 con il commento  da pag 505 fino alla fine del libro.

lunedì 4 dicembre 2017

Coming soon #29 - L'uomo del labirinto di Donato Carrisi

Buongiorno carissimi e buon lunedì. Vi siete già iscritti alla Visual Challenge, la nostra sfida di lettura del 2018?? Nooooooooo???? Dai, dai, che Baba ed io vi aspettiamo!!! Date un'occhiata qui: Link
Per un po' adesso vi romperò le scatole... ahahahah
Oggi però sono qui per un'altro motivo: proprio oggi esce nelle librerie il nuovissimo libro di Donato Carrisi!!! C'è bisogno che vi dica che io lo voglio????
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Titolo: L'uomo del labirinto
Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller

Pagine: 400
Costo: 19.00 € cartaceo - 11.99 e-book
Pubblicazione: 04 dicembre 2017 - Longanesi

Descrizione:
Dalle tenebre di una città senza nome riemerge all’improvviso Samantha, rapita tredicenne e tenuta prigioniera per quindici lunghissimi anni. Durante la segregazione è stata costretta ad affrontare ogni giorno giochi diversi, ideati dal suo rapitore, per ottenere ciò che le era indispensabile per sopravvivere: il suo carnefice si è in questo modo incuneato nei meandri della sua mente.
La sua liberazione scatena una duplice caccia al mostro. Da una parte quella condotta da Bruno Genko, l’investigatore privato assoldato quindici anni prima dai genitori della ragazza e che ha finalmente l’occasione di chiudere un caso mai risolto. Dall’altra quella del dottor Green, un profiler il cui tentativo di scavare nei ricordi di Samantha alla ricerca di indizi si trasforma ben presto in una vera e propria caccia nella mente della vittima. In un thriller che corre su due binari paralleli Donato Carrisi racconta al lettore la natura contagiosa del male e il mistero di quella che è al contempo la fragilità e la forza della mente umana.


DONATO CARRISI è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. È sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore (2009, vincitore del Premio Bancarella), Il tribunale delle anime (2011), La donna dei fiori di carta (2012), L’ipotesi del male (2013), Il cacciatore del buio (2014), La ragazza nella nebbia (2015) e Il maestro delle ombre (2016). Da La ragazza nella nebbia è stato tratto quest’anno il film omonimo, interpretato da Jean Reno, Tony Servillo e Alessio Boni, con cui Donato Carrisi ha debuttato nella regia cinematografica.
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La trama mi ispira tantissimo!!! Ed io non vedo l'ora di avere tra le mani questo libro. A voi ispira? Lo leggerete? Se sì vi consiglio di correre in libreria.

venerdì 1 dicembre 2017

Visual Challenge - Sfida di lettura 2018

Ciao a tutti!!! Sorpresaaaaaaaaaaaa!!!
O ve lo aspettavate? Vabbè, noi speriamo di fare cosa gradita presentandovi la nuovissima Challenge 2018, firmata Un libro per amico e Desperate Bookswife. Ebbene sì, squadra vincente non si cambia e noi siamo ancora qui, irriducibili, nonostante probabilmente molti sperassero il contrario!
Già, e una di noi oggi compie pure gli anni, 35. Quindi prima di tutto facciamo tantissimi auguri a Baba.
Ma torniamo alla nuova Challenge. 
Se in quest'anno in chiusura vi abbiamo sfidato in un'impresa titanica, che comunque molti di voi hanno accolto e completato con grande entusiasmo, con l'anno che verrà abbiamo pensato di essere più buone regalandovi una sfida meno impegnativa ma, speriamo, comunque super divertente! Quindi adesso mettetevi comodi e prendete nota!!!


Visual Challenge, come potete già intuire dal titolo, sarà totalmente basata sulle immagini. In questo mondo di blogger, influencer, twittatori folli le immagini hanno ormai un'importanza enorme e in più, lo sapete, io e Baba siamo estremamente attirate dalle cover dei libri quindi abbiamo pensato di mettere insieme le due cose. Come? In un modo semplicissimo...

LA SFIDA 

La sfida durerà un anno e sarà divisa in 12 tappe della durata di un mese ciascuna. Il primo di gni mese pubblicheremo un post in cui troverete una fotografia scattata da noi che conterrà svariati oggetti. Voi potrete leggere in un mese massimo 5 libri che abbiano raffigurato sulla copertina uno degli oggetti contenuti all'interno della nostra fotografia. Se il libro da voi scelto dovesse contenere più di un oggetto di quelli raffigurati nella foto della tappa, vi verrà in ogni caso conteggiato un punto. La prima tappa sarà quindi pubblicata su entrambi i blog il primo gennaio, quindi cercate di non bere troppo la notte precedente e Stay Tuned.
Ogni mese potrete decidere di leggere da zero a cinque libri, ma potrete anche decidere di non leggere nulla il mese in corso e poi magari recuperare nei mesi successivi i libri corrispondenti alle immagini delle tappe precedenti. Potrete quindi partecipare a qualsiasi tappa anche se non avrete letto libri per le tappe precedenti.
Per dimostrare di aver letto i libri dovrete caricare, nel format che troverete nel post della tappa corrispondente, il link che rimanderà alla vostra recensione. Le recensioni potranno essere postate sul vostro blog (se ne avete uno) o su una qualsiasi piattaforma online (amazon, facebook, goodreads, anobii, ecc.) da cui potrete prendere un link e inviarcelo. Non valgono recensioni inviate via mail. (Per recensione non si intende un riassunto e neanche solo bello o brutto, bisogna argomentare il proprio pensiero raccontando, possibilmente evitando gli spoiler, le motivazioni del vostro giudizio sul libro. Non fatevi spaventare se anche non ne avete mai scritte, sarà più facile di quello che credete. Comunque se avete bisogno non esitate a chiedere!!! Noi siamo sempre disponibili a darvi una mano).
PUNTEGGIO

Per ogni libro letto e recensito entro la fine della tappa corrente: 1 PUNTO

Per ogni libro letto e recensito al di fuori dei tempi della tappa: 1/2 PUNTO

Ovviamente farà fede la data e l'orario di invio che sarà presente nel format. Se il link arriverà dopo la mezzanotte dell'ultimo giorno del mese sarà in automaticamente conteggiato mezzo punto, quindi prestate molta attenzione agli orari!

ISCRIZIONI

Le iscrizioni partono oggi. Potrete iscrivervi alla Challenge in qualsiasi momento dell'anno e decidere se recuperare i libri relativi alle tappe già scadute o se concentrarvi unicamente su quelli della tappa in corso e di quelle successive.
L'unico vincolo che vi diamo è che le vostre recensioni dovranno essere postate successivamente alla data della vostra iscrizione. Non varranno le recensioni che avete pubblicato precedentemente.

PREMI:

Alla fine della Challenge i partecipanti saranno divisi in quattro fasce:

Prima fascia: chi avrà totalizzato da 51 a 60 punti compresi
Seconda fascia: chi avrà totalizzato da 41 a 50 punti compresi
Terza fascia: chi avrà totalizzato da 31 a 40 punti compresi
Quarta fascia: chi avrà totalizzato da 12 a 30 punti compresi

Per ognuna delle quattro fasce sarà estratto un vincitore attraverso il sito Random

Vincitore prima fascia: Buono amazon di € 20.00
Vincitore seconda fascia: Un cartaceo a nostra scelta
Vincitore terza fascia: Mistery box contenente articoli di cancelleria
Vincitore quarta fascia: Piccolo premio di consolazione

Durante lo svolgimento della Challenge potrebbero essere premiati con piccoli omaggi alcuni partecipanti che, a nostro insindacabile giudizio, si saranno distinti nel corso del gioco. Ma non ci sarà una regola fissa per questo. Lo scoprirete unicamente giocando.

REGOLE PER PARTECIPARE

Obbligatorie:
  • Essere lettori fissi dei blog - basterà cliccare segui nel box apposito che trovate nei nostri blog (comunicateci se vi iscrivete con un nome diverso a quello che utilizzate per i commenti qui sul blog)
  • Commentare questo post (qui o su Desperate Bookswife) comunicandoci la vostra intenzione a partecipare e una vostra mail su cui inviarvi le comunicazioni relative alla challenge.
  • Avere voglia di divertirvi
Opzionali:
  • Condividere il banner dell’iniziativa e spargere la voce a più non posso. Più siamo più ci divertiamo
  • Chiedere l’iscrizione al gruppo facebook chiuso che creeremo per la sfida (LINK nel post del primo gennaio) dove potrete porci domande, darvi consigli o anche solo chiacchierare con noi e tra di voi per conoscerci meglio.
Ovviamente le nostre mail sono sempre a vostra disposizione per qualsiasi dubbio, chiarimento, necessità voi abbiate ed anche solo per fare quattro chiacchiere con noi!!!
Ci trovate qui:

DANY
unlibroperamico.dany@gmail.com

BABA
desperatebookswife@gmail.com

A presto!


giovedì 30 novembre 2017

Letture con Marina #26

Buongiorno lettori, come state va? No, non siete impazziti e neanche io... lo so, oggi non è venerdì ma domani sul blog c'è programmato un post particolare quindi ho pensato di postare oggi il post di Marina in modo da darle il giusto spazio.
Vi lascio quindi a una nuova puntata di Letture con Marina.

  

Buongiorno e ben trovati. Mi muovo in un ambito che non seguo con assiduità ed allora, per superare l’imbarazzo di confrontarmici a tu per tu, ho deciso di mettere a confronto due romanzi per ragazzi.                                                                       
IL MONDO DEI RAGAZZI A CONFRONTO CON SE STESSO
 












EPPURE CADIAMO FELICI                           L'UNIVERSO NEI TUOI OCCHI                                                  
Autore: Enrico Galiano                                               Autore: Jennifer Niven 
Casa editrice: Garzanti                                       Casa editrice: De Agostini
Pagine: 384                                                      Pagine: 366
Genere: Narrativa                                              Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2017                                 Anno di pubblicazione: 2017
Sinossi: qui                                                       Sinossi: qui
                                                                      Traduzione: S. Mambrini

RECENSIONE:
Novizi della carta stampata, oppure più furbescamente manipolatori e fini utilizzatori dei social? Intelligenti pubblicitari di se stessi? Quanto contano la popolarità sui social ed il sapersi rivolgere ad un pubblico giovane, super fruitore dei moderni mezzi messi a disposizione dalla “nouvelle technologie”? Conta tanto, almeno dopo aver ascoltato attentamente il Prof. Galiano qualche settimana fa a Prata, al Teatro Pileo. Prova ne è che grazie al suo blog con la webserie “Cose da Prof” è scaturita popolarità e da qui la collaborazione con Garzanti, che prima non si era fatta viva con lo scrittore Galiano, nemmeno in risposta all’invio del manoscritto del suo libro. Conta tanto anche per la scrittrice americana Jennifer Niven, che durante l’intervista a PordenoneLegge ha raccontato del web magazine che ha creato 4 anni fa, proprio perché le era venuta l’idea di creare un sito per teenagers - gestito da teenagers che avrebbero dovuto sentirsi parte di una community per discutere dei propri problemi, per leggere degli articoli che potessero essere pertinenti, insomma una sorta di diario mezzo life-style e mezzo letterario.
Dopo questa breve e personalissima considerazione che meriterebbe il titolo di “Gli scrittori del nuovo millennio” e che tante discussioni potrebbe far scaturire (penso all’attualissima Elena Ferrante, non tanto per il genere di scrittura, quanto per la modalità di esposizione al pubblico, completamente diversa da questi due nuovi autori), proseguo con la constatazione che, almeno il romanzo scritto dall’americana Niven, è definito “narrativa young adult”. In realtà entrambi i romanzi presi in esame parlano di una coppia di ragazzi (Jack e Libby da una parte – Gioia e Lo dall’altra), per cui non vedo differenze di genere e li vorrei considerare entrambi narrativa dedicata ai ragazzi, intendendo quella fascia di età che rimane sotto ai vent’anni. Tutti i protagonisti sono adolescenti con problemi vari – e possiamo quindi dire che siamo in presenza di un romanzo di formazione in entrambi i casi, dove i ragazzi imparano a non essere più un’isola, ma a confrontarsi per far sì che i problemi non diventino degli ostacoli insuperabili. In una parola, per cercare di crescere e diventare degli adulti sani e che sanno assumersi le proprie responsabilità (e non quelle che altri, adulti magari, non hanno ancora imparato ad accettare), oltre a sapersi rapportare con gli altri in modo equilibrato. Ma sono forse partita da considerazioni che andavano fatte a fondo pagina.

Ho avuto la fortuna di conoscere entrambi gli autori: a Settembre 2017 durante il Festival Letterario PordenoneLegge ho conosciuto Mrs. Niven; un paio di settimane fa c/o il Teatro Pileo di Prata (PN), ho seguito lo show del professor Galiano. Da una parte la scrittrice americana che raccontava del suo libro e rispondeva alle domande dei giornalisti, dall’altra parte lo scrittore italiano che a Teatro metteva in scena il suo repertorio di consumato professore e novello scrittore (mannaggia!, ma come si fa a dimenticare a casa la documentazione video … In verità secondo me non voleva interruzioni alle sue chiacchiere con la bibliotecaria di Prata, nonchè blogger del blog Due Lettrici quasi Perfette, che insieme alla sua socia hanno portato avanti una bella intervista e letture di parti del romanzo).
 
Entrambi i libri, come dicevamo, parlano di problemi di adolescenti e di crescita personale. In entrambi i casi tramite i protagonisti veniamo a contatto con il mondo scuola, sia in Italia che in America. E possiamo sicuramente trarre spunti di riflessione sul problema del bullismo e sulla vita degli studenti (ritornandoci come mentalità se siamo adulti, riconoscendoci in qualcuno degli studenti se lo siamo ancora oggi noi stessi). E al mondo scuola si connette il mondo famiglia, con tutte le problematiche che i due autori, seppur in modo diverso, ci presentano.

Jack e Libby: ciascuno con forti problemi familiari alle spalle, si conoscono a scuola e, dopo essere partiti con il piede sbagliato, imparano a fidarsi l’uno dell’altro e a far fronte comune ai problemi, aiutandosi a vicenda. Jack prendendo anche atto della particolarissima malattia da cui è affetto, Libby affrontando un problema che sta dilagando in tutto il mondo occidentale, Italia compresa. Gioia e Lo: due adolescenti italiani, con un vissuto familiare alle spalle che ha forti problematiche e che condiziona pesantemente la loro vita, salvo per Lo aggiungergli anche problemi personali di altra natura. Veniamo anche qui a contatto con il mondo scuola, che l’autore evidentemente conosce molto bene – sia assistendo ai comportamenti e ai riti degli studenti, sia venendo a contatto con qualche professore.

Rivelazioni: è quello che entrambi gli autori centellinano, creando forti aspettative sulla storia dei loro ragazzi, per rendere appetibile un prodotto che dovrebbe essere spunto di riflessione per i genitori e per gli operatori sociali che vivono quotidianamente questo tipo di problematiche e rapporti disturbati. Ma è possibile leggere questi due libri come dei romanzi e non solo in veste di saggio? Ma certo! Ed è proprio così che vanno letti. In primis ci si deve godere la storia. Ed in un secondo momento, quando si è finito il romanzo, sarebbe positivo soffermarsi un po’ anche sulle questioni che portano le persone – in questo caso dei giovani ragazzi – ad avere delle reazione deviate rispetto a quanto sarebbe normale, in condizioni di un più maturo discernimento, o forse di una famiglia diversa alle spalle.

Forse per il modo di intervallare la vita raccontataci in prima persona dai suoi due protagonisti – Jack e Libby – il tipo di problemi che hanno, le famiglie che li circondano: tutti insieme gli argomenti, le dinamiche, i protagonisti, la storia ed il modo in cui è stata raccontata mi hanno dapprima incuriosita e poi attirata all’interno della trama, tanto che alla fine della lettura ho potuto considerare questo romanzo molto interessante, divertente e a volte tenero e romantico come solo i giovanissimi sanno – inconsapevolmente – essere. L’Universo nei tuoi occhi è un romanzo che mi ha affascinata per molteplici aspetti e che mi ha tenuta avvinta in considerazioni personali anche dopo averlo finito.

Eppure cadiamo felici è scritto intervallando la terza persona con le battute fulminanti tra Gioia e Lo, con capitoli corti e che dovrebbero essere serrati, ma che a lungo andare mollano un po’ la presa. Anche le battute insistite con cui all’inizio si parlano i due protagonisti, dopo un po’ vengono a noia, ma soprattutto non fanno più sorridere. La storia è carina, anche se non originale. Bella invece l’idea delle parole in tutte le lingue del mondo e che hanno un significato particolare e che Gioia segna ed assapora lentamente, nell’attesa di poterle usare. Belli i luoghi raccontati per chi è della zona: è sempre piacevole poter immaginare in modo perfetto l’ambientazione di cui un autore parla. Forse un po’ troppo problematiche le famiglie descritte, ma perché no?, solo che alcune situazioni sono così esageratamente provocatorie da parte dell’autore, da risultare a mio parere poco credibili e di conseguenza rischiano di non catturare completamente il lettore, che resta un po’ distaccato da tutta la vicenda. Questa è proprio la sensazione che ho avuto. Come suggerito da un grande scrittore di lungo corso - Kurt Vonnegut: “Dà al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo”. E in questo romanzo io non ho fatto il tifo per nessuno: mi sono limitata ad essere un lettore che aspettava semplicemente di arrivare alla fine del romanzo. Se dovessi usare un’unica parola per descriverlo, direi: carino! Ed attendo il Prof. Galiano alla sua seconda prova, perché sicuramente ci farà conoscere altri personaggi particolari, visto quanto ha anticipato durante la sua chiacchierata a Teatro.

Ultima cosa, per cui mi riallaccio alle battute iniziali: le copertine di questi due volumi sono entrambe fuorvianti. In entrambi i libri, il volto di due belle ragazze in copertina. Ma perché? La copertina davvero non è in sintonia e non rispecchia ciò che il libro contiene e vuole veicolare come messaggio. E ritorniamo quindi ad un discorso meramente commerciale. E qui temo che gli autori, almeno quelli alle prime armi, non abbiano molta voce in capitolo. Avrei davvero preferito vedere una ragazza “normale”, se proprio doveva essere un primo piano – o magari perché no, una delle belle parole scovate da Gioia sotto-forma di immagine. Creatività signori, creatività! Ed un po’ meno di considerazioni commerciali.

E dopo questo “pippone” contro la svilente commercializzazione di tutto sempre e comunque, Vi auguro un buon weekend.
A presto,
                             

lunedì 27 novembre 2017

Recensione #216 - L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes

Ci risiamo, è di nuovo lunedì... non mi spiego come sia possibile! Il week end passa sempre troppo in fretta! Cosa avete fatto di bello? Io sono andata a fare un giretto a Bergamo ed ho cominciato a respirare l'atmosfera natalizia!!! Manca pochissimo ed io non sono ancora pronta!
Ma torniamo al blog e ai libri. Oggi torno con una nuova recensione, quella di un libro che mi ha stregato prima per la sua cover e poi per la sua trama intrigante. Avevo paura che, come spesso mi accade, poi il contenuto potesse non essere all'altezza del contorno e invece sono felicissima di dirvi che anche il contenuto è veramente valido. Si tratta di L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes, edito da Neri Pozza  - che ringrazio per la copia - 432 pagine.

Sinossi: Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva.
Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolavano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford.
Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento.
Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell’infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton.
Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.


Quest'anno i miei viaggi letterari mi hanno spesso portato a Londra, in un periodo che spazia dalla fine dell'Ottocento fino alla seconda Guerra Mondiale. Adoro le atmosfere che quella città, soprattutto in quel periodo storico, sa regalare. Avevo un po' paura approcciandomi a questo libro perché, come sapete, sto leggendo la saga dei Cazalet, dove il periodo storico è ricostruito in modo dettagliato e la storia è talmente intrecciata e particolare che avevo il timore di trovare un abisso tra quei libri e questo che, comunque, si presentava come un giallo. Invece questo libro mi ha stupito perché oltre ad essere arricchito dalla presenza del giallo, che si rivela ben congegnato, presenta un'ambientazione molto dettagliata e precisa sia a livello storico che a livello fisico.
Il giallo è il fulcro del romanzo e, come specificato dall'autrice, prende spunto da un caso reale irrisolto cui lei ha cercato di dare una soluzione attraverso la sua penna in modo assolutamente romanzato. Una donna - Florence Nightingale Shore - viene assassinata in un vagone di terza classe su un treno che da Londra dovrà portarla a trovare un'amica sulla costa; sullo stesso treno si trova Louisa, che riesce a scappare dopo essere stata sequestrata dallo zio, che intende venderne il corpo per saldare dei debiti. Le vicende delle due donne sembrano essere parallele e distanti ma presto il destino vorrà invece che si intreccino e che, anzi, Louisa prenda parte alle indagini - ovviamente non in modo ufficiale - insieme a Nancy Mitford e all'agente ferroviario Guy Sullivan.
Nancy Mitford è la primogenita della famiglia Mitford, una famiglia numerosa - ben 6 figlie femmine e un figlio maschio - in cui Louisa riesce a farsi assumere riuscendo così ad allontanarsi da casa e soprattutto da quello zio che la terrorizza. Da subito tutte le ragazze si affezionano a Louisa, che sembra inserirsi bene in quella casa, nonostante non abbia mai fatto un lavoro simile.
La casa della famiglia Mitford farà da sfondo a molti degli avvenimenti del libro e diventerà per il lettore un luogo particolarmente caro e conosciuto. Così come tutti i suoi abitanti, dai padroni di casa alla servitù cui l'autrice riserva un ruolo di primo piano e non solo di contorno.
La prima guerra mondiale è appena finita e in città si respira ancora quella sensazione di privazione cui ci si era abituati ma qualcosa sta cambiando, si ricomincia ad organizzare i balli e le feste per permettere alle moltissime ragazze in età da marito di poter conoscere qualche buon partito. In realtà moltissimi uomini sono morti in guerra e la richiesta è molto più alta dell'offerta.
L'autrice ha saputo ricostruire i luoghi e l'atmosfera di quei momenti, rendendo Nancy, con i suoi sedici anni, protagonista di balli rubati e dei primi batticuori, sempre accompagnata dalla fidata Louisa con cui ha più un rapporto di amicizia che di subordinazione.
Nancy ama scrivere e si appassiona subito al caso della povera Florence Nightingale Shore, tanto da travolgere Louisa con i suoi sospetti, i suoi dubbi e la sua voglia di investigare. Assisteremo quindi a rocambolesche indagini che sapranno travolgerci e farci appassionare nella ricerca di un colpevole e nella raccolta di indizi. Il giallo è una parte importante del romanzo ma non toglie però assolutamente luce a quelli che sono i personaggi e le loro vite; questo è quello che più mi ha conquistato di questo libro. Spesso nei libri gialli tutto viene totalmente assorbito dalle indagini e i personaggi sono solo pedine necessarie per far quadrare i conti. In questo caso invece i personaggi hanno storie meravigliose che è bello che ci vengano raccontate perché sono frutto di equilibri familiari che spesso vacillano, di rapporti tra padroni e servitù, di rapporti tra genitori e figli, di amicizie o amori che nascono o si incrinano, non perdendo mai di vista il periodo storico, delicatissimo, in cui tutta la vicenda si dipana.
Un libro che consiglio a chi ama le atmosfere londinesi degli inizi del secolo scorso e a chi piace trovare un colpevole accumulando indizi che, in questo caso, ci sono, sono ben costruiti e si incastrano alla perfezione. Il mezzo punto che non mi permette di dare il cinque pieno è dato dal fatto che in più occasioni ho dubitato della veridicità delle parole e dei comportamenti di quello che si è poi rivelato l'assassino, scoprendone l'identità prima che me lo rivelasse l'autrice.
Spero che verranno presto pubblicati gli altri libri legati alla famiglia Mitford, non tanto per i delitti in sè ma perché ho proprio voglia di sapere come si evolveranno le vite dei protagonisti di questa storia! Lo avete letto? Vi è piaciuto?

VOTO: