mercoledì 29 marzo 2017

Recensione #181 - L'amore addosso di Sara Rattaro

Buongiorno carissimi, ultimamente vi sto tempestando di recensioni ma portate pazienza, con tutte le challenge cui partecipo devo essere più ligia nelle tempistiche rispetto al solito!!!
Oggi vi parlo di un libro uscito il 21 marzo: si tratta de L'amore addosso di Sara Rattaro edito da Sperling & Kupfer, pag. 240.

Sinossi: Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito cera una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

Ci sono libri capaci di rapirti dalla prima all’ultima pagina, autrici capaci di toccare le corde giuste per entrarti dentro, qualsiasi sia la storia che raccontino. Ho conosciuto Sara Rattaro quattro anni fa. Il mio blog era aperto da poco e lei era un’autrice emergente, che aveva pubblicato già due libri meravigliosi - con Morellini prima e con Giunti dopo - ma che si apprestava a fare il grande salto, quello con una casa editrice prestigiosa come Garzanti. L’ho amata da subito, prima come scrittrice, perché pochi sanno arrivarmi dentro come fa lei, e poi come persona, per il suo essere umile e disponibile.
Sara è la dimostrazione che inseguendo una passione ce la si può fare, e che di quella passione si può vivere. Tutti oggi parlano di lei e chi ama la lettura non può non averla sentita nominare almeno una volta. Con un nuovo cambio di casa editrice – al momento pubblica con Sperling & Kupfer – si appresta a fare un ulteriore salto in avanti, che le rinnoverà l’amore meritato dei lettori
Ho seguito Sara in ogni suo lavoro, l’ho incontrata a tutte le presentazioni possibili, ho avuto tra le mani un suo libro una volta all’anno – tanto riesce a scrivere, tanto ha da raccontare – ed ogni volta che comincio a leggere un suo lavoro il risultato è sempre lo stesso: ne vengo risucchiata, come se un vortice agisse sulla mia mente e sui miei sentimenti senza scampo. Non saprei spiegarne lucidamente il motivo, ma accade proprio questo.
Per farvi capire bene quello che intendo vi racconto cosa è successo con questo libro. La casa editrice mi aveva comunicato che me ne avrebbe inviato una copia ed io la attendevo impaziente da giorni. Domenica sono stata a pranzo da mia mamma – è lì che faccio arrivare tutti gli omaggi della case editrici – ed ho trovato questo libro ad aspettarmi. Avevo in essere un’altra lettura ma ho voluto sbirciarne l’incipit… non mi sono più fermata, accantonando momentaneamente il libro che stavo leggendo. Parte di una sera ed un altro paio d’ore il pomeriggio successivo e già leggevo l’ultima parola di questo libro meraviglioso in cui – come succede ogni volta - molte sono le frasi che ho sottolineato e che, sicuramente, mi ritroverò a rileggere nel tempo.

La storia è apparentemente semplice: protagonista è Giulia. Lei ci racconta la sua vita, lei ci mette al corrente della sua situazione di tradita e di amante. È in spiaggia con Federico, il suo amante, quando lui si accascia a terra privo di sensi. Una corsa folle all’ospedale, la necessità di farsi credere una passante che per caso lo ha soccorso e un dolore che le scoppia dentro ma che non può manifestare. E proprio mentre Giulia è irrintracciabile perché con il suo amante, Emanuele – suo marito – viene ricoverato per un brutto incidente d’auto, un’auto in cui non era solo, c’era la sua amante con lui.
È da qui che l’autrice inizia a raccontarci una storia che banalmente si potrebbe definire di tradimenti ma che in realtà, come solo lei sa fare, arriva a parlare di tutt’altro tanto che, alla fine, il tradimento che dovrebbe essere il fulcro di tutto viene quasi messo in secondo piano dalla vita vera, quella fatta di amicizia, di amore, di scelte sbagliate, di famiglie ingombranti, di malattie, di senso di inferiorità, di partenze ed arrivi, di incomprensioni, di apparenze. Ogni volta che Sara dà un nome ad un suo personaggio - che si chiami Emma, Luce, Viola, Margherita, Alice, Barbara o Francesca - io so che ognuno di quei nomi potrebbe essere il mio nome. Ogni volta che Sara ci narra un avvenimento, io so che a me potrebbe succedere. È con la consapevolezza di incontrare tra quelle pagine tutto ciò che ogni giorno popola le nostre vite che mi appresto, ogni volta, a leggere ed amare ogni suo libro. In ogni suo lavoro Sara ci mostra le due facce della stessa medaglia; non c’è mai una sola visione della storia ma c’è la completezza che solo una visione d’insieme può dare. Non mi riferisco unicamente a due personaggi che ci mostrano i due possibili risvolti della situazione; spesso, come in questo libro accade a Giulia, è un unico personaggio che assume diverse sembianze subendo una tale trasformazione emotiva che non può lasciare indifferenti.
Mi sono infilata nel corridoio e lei era lì. Seduta composta, stringeva la sua borsa tra le braccia. Mi sono fermata, lei si è girata verso di me e si è alzata di scatto. Avrei riconosciuto il suo sguardo, quello dell’amante timorosa, tra milioni. Era esattamente come il mio. Io ero lei, lei era me.
Giulia non è la traditrice cinica e insensibile che tutti potremmo immaginare. Si ritrova spesso, nel libro, a combattere con le due metà di se stessa: la moglie che non riesce ad essere più e l’amante che spesso di quella moglie si dimentica.
Un libro che, come avviene anche in tutti i precedenti, ha una capacità incredibile di portare il lettore a riflettere sulla sua vita, sulle sue abitudini, sugli atteggiamenti che giorno per giorno si ritrova ad affrontare, da protagonista o da semplice osservatore.
Ma non sono solo le storie a rendere tutto magico. Quello che ogni volta mi stupisce e mi affascina è la capacità che l’autrice ha di trasformare le emozioni in parole, di scriverle nero su bianco in modo talmente potente da darmi la sensazione di sentirmele scorrere addosso, quasi fossero realmente le mie.
Perché sapere che non ti sei nutrito di sesso, ma di tutto il resto, rischia di uccidermi.
Una capacità estrema di raccontare gli opposti: pregi e difetti, giusto e sbagliato, vittima e carnefice, rendendoli intercambiabili, facendogli assumere un significato diverso – positivo o negativo a seconda della situazione –, lasciando il lettore talmente confuso da non capire più da che parte sia la ragione, quale sia la verità. Proprio perché forse, nella vita, un’unica verità non esiste.
Anche in questo libro ritroviamo gli elementi caratterizzanti lo stile di Sara: le frasi riflessive scritte in corsivo, normalmente alla fine dei capitoli ma non solo; il capitolo finale scritto dal punto di vista di un altro personaggio, in questo caso il marito Emanuele. In particolare proprio l’abitudine al secondo punto di vista finale mi era mancato in Splendi più che puoi e felicemente lo ritrovo in questo ultimo lavoro.
Un libro che consiglio a tutti quelli che in una lettura cercano emozioni forti.


Libri precedenti di Sara Rattaro:

Sulla sedia sbagliata – Recensione qui
Un uso qualunque di te – Recensione qui
Non volare via – Recensione qui
Niente è come te – Recensione qui
Splendi più che puoi – Recensione qui

VOTO: 


12 commenti:

  1. Allora, leggendo la trama non avrei dato neanche mezza chance a questo libro. Le storie di tradimenti non fanno per me, mi innervosiscono in modo bestiale. Poi leggo la tua recensione, e mi metto in discussione, e non sono più così categorica. Forse non mi piacerà, forse odierò i personaggi, ma adesso devo leggerlo. Tutta colpa tua. Ecco.

    RispondiElimina
  2. accidenti avevo scritto un bel commento ma è sparito senza esser stato pubblicato :(
    dicevo comunque che il libro l'ho preso sabato spinta proprio dalle tante recensioni positive che ho letto in rete e sono davvero curiosa di cominciarlo!

    RispondiElimina
  3. La Rattaro non so perchè ma non mi attira proprio, vorrei darle una chance ma non riesco a dargliela. Ci riproverò ma...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Peccato, ti perdi dei libri bellissimi ma sono argomenti che vanno letti al momento giusto! Se decidi di cominciare ti consiglio di partire da questo o da Un uso qualunque di te, i miei preferiti!!!

      Elimina
  4. Amo quest'autrice, di cui ho letto e amato diversi romanzi. Anche questo desidero leggerlo, son certa che non mi deluderà,anzi mi emozionera' come sempre...
    Ciao :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ami Sara questo libro non potrà deluderti!

      Elimina
  5. All'inizio la Rattaro mi piaceva molto. Poi mi è venuta a noia, anche se non mi dispiace mai per davvero. Questo, così come ho fatto con gli ultimi, l'ho trovato rapido e un po' scialbo. Lo spunto c'è, ma lei marcia sempre sugli stessi temi, sempre con gli stessi toni lamentosi. La leggo ogni anno, ormai è appuntamento fisso. Male non posso dirle, ma sono stanco di libri e recensioni copia-incolla. Potrei copia-incollare questo mio commento per parlarne sul blog, te lo dico. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io invece questo l'ho trovato molto più in linea con Un uso qualunque di te che fino ad ora era il suo lavoro che più avevo amato.
      Che lei più o meno giri sempre intorno agli stessi temi è vero, ma le storie le trovo comunque molto diverse una dall'altra e questo mi piace, credo la renda riconoscibile.
      Di sicuro però può essere che con il tempo a qualcuno stanchi, sono gusti! ;)

      Elimina
  6. Ne ho sentito parlare solo che bene. Non vedo l'ora di leggerlo!

    RispondiElimina